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Omicidio di Marco Davoli, arrestato l'assassino dopo otto mesi di latitanza

Omicidio di Marco Davoli, arrestato l'assassino dopo otto mesi di latitanza

Il 35enne dominicano Algenis Favia si era reso irreperibile dopo la condanna del tribunale di Reggio Emilia per omicidio preterintenzionale. Catturato in provicia di Venezia, dove si nascodeva in casa di due donne sue connazionali

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REGGIO EMILIA. La polizia di Stato, al termine di complesse indagini coordinate dal pm Valentina Salvi, ha infine individuato ed arrestato Favia Algenis che si era reso latitante per sfuggire alla condanna per il reato di omicidio preterintenzionale Marco Davoli.

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Da circa otto mesi non c’è traccia del dominicano 34enne, cioè dal giorno in cui è diventata definitiva la sua condanna a 6 anni ed 8 mesi di reclusione per omicidio preterintenzionale. Marco Davoli, 53 anni, morì il 13 settembre del 2013 dopo avere preso – proprio dal dominicano – un pugno in faccia che lo fece finire violentemente a terra, sbattendo la testa sull’asfalto.

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Una banale discussione – davanti al bar Pausa Caffè – che finì in tragedia. Ma dopo tre gradi di giudizio ed una sentenza passata in giudicato, il condannato sembra svanito nel nulla. Lo stava cercando la squadra mobile, con in mano in Italia un mandato di cattura, anche se le ricerche si erano estese in campo internazionale.

Sabato 28 aprile infine la svolta. Gli investigatori della Squadra Mobile reggiana, ritenendo di avere individuato il latitante nella provincia di Venezia nel Comune di Sand Donà di Piave, sono partiti alla volta della laguna dove sono stati raggiunti, anche, dai colleghi della Squadra Mobile di Venezia.

L’appostamento, prolungato, presso le abitazioni di due donne dominicane ha consentito alle 14 circa di individuare e bloccare Favia. L’uomo è stato così immediatamente arrestato e condotto in carcere a Venezia dove dovrà scontare la pensante pena inflittagli dal Tribunale reggiano.

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La polizia di Stato è riuscita a mantenere la promessa fatta alla madre di Marco Davoli: la cattura dell’uomo responsabile della morte di suo figlio. Nella mattinata di oggi la stessa donna, Edmea Bigi, è stata ricevuta dal questore Antonio Sbordone al quale ha manifestato la riconoscenza per il lavoro svolto da polizia di Stato e dalla Procura della Repubblica.

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