Gazzetta di Reggio

Reggio

Usano un’auto come ariete poi fuggono nel Crostolo

di Leonardo Grilli
Usano un’auto come ariete poi fuggono nel Crostolo

Una Fiat rubata per sfondare la vetrina del rivenditore Apple in via Dalmazia La polizia riesce ad arrestare un marocchino, due banditi scappano nel torrente

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REGGIO EMILIA. Hanno rubato un’auto a una donna reggiana, l’hanno tenuta nascosta un paio di giorni e poi l’hanno utilizzata per tentare il colpaccio: una spaccata a un rivenditore ufficiale della Apple, pieno di computer e smartphone di ingente valore. Un furto finito però nel peggiore dei modi per la banda, grazie alla segnalazione di un residente e al tempestivo intervento di tre pattuglie della questura di Reggio Emilia: quasi nulla è stato rubato e uno dei tre criminali è finito in manette. Un intervento definito dallo stesso dirigente della squadra Volanti, Carlo Maria Basile, come «molto importante sia per il coraggio dimostrato dagli agenti che per il reato in sé, uno di quelli che destano particolare allarme sociale nei cittadini».

L’origine dei fatti risale alle prime ore di ieri quando, attorno alle 4.30, i tre ladri sono saliti a bordo di una Fiat Bravo di colore bianca rubata il 27 aprile a una donna residente in città. Cercando di non dare nell’occhio, e approfittando delle strade praticamente deserte, si sono quindi diretti in via Dalmazia 87 dove ha sede il negozio Data X Service, centro di assistenza e rivenditore autorizzato della Apple. L’intenzione della banda era quella di arraffare quanti più prodotti elettronici possibili, molto richiesti anche sul mercato nero. Hanno quindi fatto retromarcia e, con la parte posteriore della Fiat, hanno infranto la vetrata principale dell’attività.

Il rumore che hanno provocato, molto simile a un forte scoppio, ha però svegliato uno dei residenti del palazzo vicino, che preoccupato si è affacciato dalla finestra di casa pochi secondi dopo, in tempo per vedere i tre che stavano fuggendo velocemente in strada. L’uomo ha quindi allertato la centrale operativa del 113 che, a sua volta, ha diramato l’allarme alle pattuglie delle Volanti, che fortunatamente erano già in zona. Il residente, rimasto in contatto con la centrale per tutto il tempo, ha quindi guidato i poliziotti fino al luogo dov’era avvenuta la spaccata appena in tempo per intercettare i tre.

Gli agenti, sei per un totale di tre equipaggi, si sono subito messi all’inseguimento dei ladri, puntando soprattutto su uno di loro, quello che portava in spalla un oggetto di grosse dimensioni. Vista la malaparata, la banda ha cominciato a fuggire in direzione del cimitero monumentale gettandosi letteralmente nell’alveo del torrente Crostolo, praticamente asciutto, nella speranza di seminare la polizia.

Il terzo però, appesantito dalla refurtiva, non è riuscito a dileguarsi come gli altri due complici: placcato dagli agenti nella vegetazione ai margini del torrente, si è arreso senza opporre resistenza.

L’oggetto che aveva con sé, un computer marca Apple, è stato riconsegnato al titolare, mentre l’arrestato è stato identificato come il marocchino Tarek Bouamri, 34 anni, irregolare in Italia senza fissa dimora e già noto per episodi legati allo spaccio di droga e molestie nei confronti di una sua connazionale.

L’uomo è quindi stato portato nella camera di sicurezza della questura in attesa della direttissima davanti al magistrato e al pm di turno, Benedetta Salvi. Sulla macchina rubata sta invece lavorando la Scientifica, alla ricerca di elementi che possano identificare anche gli altri due ladri.

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