Beppe Grillo ne ha per tutti anche per i suoi 5 Stelle
Show del comico al Fuori Orario mentre Renzi escludeva ogni possibile alleanza «Il Pd è un partito morto e antipatico e... noi vogliamo farci insieme il governo»
GATTATICO. Si è presentato con una lunga vestaglia da notte e un letto al centro del palco dove scivolare al termine di ogni ragionamento cervellotico, metafora di quell’insonnia che attanaglia Beppe Grillo da 40 anni mentre la sua mente viaggia, ponendosi i quesiti più svariati sul futuro. Nello spettacolo di domenica al Fuori Orario di Taneto, intitolato appunto “Insomnia”, il comico genovese ha miscelato la sua solita satira all’attualità e alla politica, senza far mancare qualche cenno alle vecchie battaglie del passato e alle sue prospettive di un avvenire sempre più legato alla tecnologia. Spezza il ghiaccio, a suo modo, con gli onori al paese ospitante.
«Ho faticato a trovare questi posti dove perfino uno come Attila è morto, e poi questo Gattatico ha il comune in un altro paese». Poi stoccatine all’ex presidente Giorgio Napolitano, Berlusconi e Renzi quando il tema diventa politico. «Mi chiedono sempre quando facciamo il governo? Non lo so – continua Grillo – Destra e sinistra, figuriamoci se fanno paura a chi da piccolo andava in giro con Donato Bilancia (serial killer genovese, ndc). Quelle, come le parole governo e democrazia, non hanno più senso dopo il “golpe a rovescio” che hanno fatto per abolire la democrazia tramite lo stesso sistema democratico. E pensare che dal 1968 al 1980, con le Brigate Rosse, il sangue sulle strade e cambiando 15 governi, sono arrivate la legge sull’aborto, il divorzio e la riforma della scuola. Psiconani che ci vedono come nazisti per paura di una tassa patrimoniale. La metteremo del 90% ma solo per chi finisce in “oni” “ini” e “nzi”. La politica dovrebbe indirizzare la scienza verso la società che vorremmo tra 20 anni».
Sul Pd arriva la storica frase di Piero Fassino “Fai un partito e vediamo quanti voti prendi”, sottolineata dall’applauso generale. Qualche battuta anche per il suo movimento perché «il Pd è un partito morto, antipatico, che non ha più nulla da raccontare ai giovani, noioso e… noi vogliamo farci insieme il governo!». Auto che si guidano da sole in una società che avrà sempre meno bisogno di mano d’opera, questo uno degli ultimi concetti per giustificare il reddito di cittadinanza a tutela dei disoccupati. Insomma, uno dei centri culturali più attivi della sinistra reggiana per una sera è stato popolato da simpatizzanti M5s con la sala piena e spesso coinvolta dal comico.
Non era presente la cantante cavriaghese Orietta Berti, perché ospite a “Che fuori tempo che fa” di Fabio Fazio e proprio in quella stessa trasmissione l’ex segretario del Pd Matteo Renzi escludeva una possibile alleanza di governo tra le due forze. Una notizia che è arrivata sul palco del Fuori Orario solo al termine dello spettacolo e forse proprio per questo il comico era stato tutto sommato indulgente nella sua satira verso il partito di Via del Nazareno.
Juri Panciroli
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
