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Il legale Tarquini: «La latitanza non è reato Il legislatore insensibile verso le vittime»

Il legale Tarquini: «La latitanza non è reato Il legislatore insensibile verso le vittime»

L’avvocato Giovanni Tarquini (foto) che in questi cinque anni non facili ha tutelato la famiglia di Marco Davoli fa una sottolineatura non da poco sul piano del diritto: «Sottrarsi volontariamente al...

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L’avvocato Giovanni Tarquini (foto) che in questi cinque anni non facili ha tutelato la famiglia di Marco Davoli fa una sottolineatura non da poco sul piano del diritto: «Sottrarsi volontariamente al sistema giudiziario – rimarca il legale – dopo aver subìto una condanna passata in giudicato non costituisce un aggravamento di responsabilità. La latitanza non è un reato. C’è insensibilità del legislatore verso le vittime del reato. Una sofferenza nella sofferenza». L’autore del pugno non fu subito identificato perché in sella alla sua bicicletta aveva lasciato la zona, cioè via Emilia Ospizio dove si trova il bar Pausa Cafè. Dopo tre giorni il marmista dominicano Algenis Favia, accompagnato dall’avvocato difensore Vainer Burani, si era costituito. Una “mossa” che gli aveva pure evitato la carcerazione, perlomeno sino alla condanna definitiva in Cassazione perché a quel punto – a circa quattro anni dai fatti – doveva finire in cella per scontare la pena. Invece è fuggito. Una latitanza durata quasi un anno che non si è chiusa all’estero come pareva logico collocare il ricercato in una situazione simile, ma a San Donà di Piave dove probabilmente voleva rifarsi una vita.

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