Gazzetta di Reggio

Reggio

«La via Emilia bis slitta? Preoccupante»

«La via Emilia bis slitta? Preoccupante»

Il sindaco di Rubiera commenta le parole di Anas: «Riguarda il tratto reggiano, ma ci coinvolge»

3 MINUTI DI LETTURA





RUBIERA. «Lo slittamento per la via Emilia bis di cui si parla non riguarda Rubiera, ma è comunque preoccupante».

Il sindaco di Rubiera Emanuele Cavallaro è fra gli amministratori pubblici direttamente coinvolti dalle questioni sulla viabilità legate alla via Emilia, di cui tanto si è parlato venerdì scorso in occasione dei 90 anni della statale 9. Il Comune, al confine fra Reggio e Modena, è in una posizione strategica, al centro delle principali direttrici su asfalto regionali, e se da un lato si gode i vantaggi dall’altro paga il conto con un traffico quotidiano paragonabile a quello di una città.

Venerdì il responsabile coordinamento territoriale nord est dell’Anas, Claudio De Lorenzo, ha parlato della via Emilia bis verso Modena, posticipando le tempistiche: «Sino al 2020 non se ne parla». Il riferimento non era però al progetto di tangenziale rubierese, un intervento compreso nel pacchetto di opere della bretella Campogalliano-Sassuolo, ma al tratto reggiano: la “via Emilia bis” indicata è il percorso che dovrebbe sorgere fra Reggio e Bagno, a fianco del tracciato storico della strada romana. Per la tangenziale Bagno-Rubiera, che porterebbe fuori dal centro del paese l’enorme traffico automobilistico, si rimane alle ultime dichiarazioni del ministro delle Infrastrutture Delrio, secondo cui la partenza del progetto è imminente.

A Rubiera, ovviamente, ci si augura che l’attesa sia breve. «Subito mi sono preoccupato: noi non siamo disponibili ad aspettare sino al 2020. Ho chiamato il sindaco di Reggio, Luca Vecchi, e il presidente della Provincia, Giammaria Manghi. Mi hanno rassicurato: probabilmente c’è stato un malinteso, per via Emilia bis si intendeva il tratto reggiano, che dalla città porterà sino a Bagno», spiega Cavallaro.

La notizia di suo non è comunque positiva: «Se ogni volta che si parla di queste tematiche si torna a pensare al percorso originario pensato da Emilio Lepido in epoca romana vuol dire che abbiamo un problema, per il traffico e la nostra salute», commenta il sindaco rubierese.

«Sono molto lieto di sapere che si fanno passi avanti per risolvere il problema della viabilità verso Parma, ma mi sembra che ci siano anche problemi anche nella viabilità verso Modena, e non solo sul nostro territorio. Bisognerebbe capire cosa si intende per 2020: fino a quel punto non si farà nulla? Se il progetto viene avviato nel 2020 ci vorranno altri anni, e anche se la tangenziale Bagno-Rubiera viene completata la coda si sposta alla rotonda di Roncadella, non è il massimo».

Intanto, si pensa appunto all’opera più sentita, la tangenziale di Rubiera. «Se a noi arrivasse il messaggio che c’è un ritardo di due anni sulle questioni cercheremmo di prendere le iniziative più incisive possibili, a oggi non è negli atti delle cose continuiamo ad avere fiducia per il tratto rubierese e il ponte sul Secchia», avvisa Cavallaro.

Per velocizzare il tutto, era stata anche create una petizione internet, che ha raccolto quasi 1300 firme: «Si può ancora sottoscrivere, tutti possono farlo, appena si sarà insediato un Governo la manderemo a chi di dovere». La petizione è ospitata sul portale www.change.org, mettendo “Rubiera” come chiave nel motore di ricerca. (adr.ar.)

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google