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Tutto il mondo del rugby piange Rebecca Braglia, la procura di Ravenna apre un fascicolo sulla sua morte

Leonardo Grilli
Tutto il mondo del rugby piange Rebecca Braglia, la procura di Ravenna apre un fascicolo sulla sua morte

Migliaia di commenti di condoglianze su Facebook, il cordoglio della Nazionale rugby e della Federazione italiana, il dolore delle società sportive e degli amici. Tutti piangono la 18enne reggiana deceduta dopo tre giorni di coma

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REGGIO EMILIA. Dopo tre giorni di lotta, lacrime, preghiere e speranze Rebecca Braglia ha perso la sua battaglia per la vita. La 18enne rugbista reggiana rimasta gravemente infortunata durante una partita a Ravenna, non ce l’ha fatta. Troppo serie le sue condizioni, troppo grave la ferita alla testa.

La dolce guerriera con la passione per la palla ovale si è spenta nel primo pomeriggio di ieri, mercoledì 2 maggio, all’ospedale Maurizio Bufalini di Cesena a causa del grave trauma cranico che aveva subìto dopo un placcaggio di gioco. Un’azione normale, vissuta centinaia di volte da Rebecca, che fatalmente le ha procurato una gravissima lesione dalla quale non si è più ripresa.

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A dare l’ufficiale – e terribile – annuncio è stato il padre Giuliano con due post su Facebook, dopo che per giorni tutta la comunità reggiana e del rugby italiano era stata col fiato sospeso, sperando in un miracolo e in una ripresa delle condizioni di salute della ragazza.

Preghiere sollecitate più volte nei giorni scorsi dallo stesso papà che, fin dall’inizio, è stato al capezzale della figlia cercando assieme a tutta la famiglia di darle le forze per riprendersi. Fino alla tragica notizia: «Rebecca era una rugbista e ringrazia tutti i rugbisti – ha scritto Giuliano – ora gioca nel Campionato dei Cieli, voi dovete continuare quello terreno».

Dopo il decesso la Procura di Ravenna, con il pm Monica Gargiulo, ha aperto un fascicolo conoscitivo, senza indagati né ipotesi di reato, sulla morte di Rebecca. Il fascicolo raccoglie i referti dell'ospedale e i primi accertamenti sulla dinamica sommaria dell'incidente.

Uno sfortunato e tragico episodio quello capitato domenica mattina alla 18enne, giocatrice dell’Amatori Parma Rugby. La giovane si trovava a Ravenna dove, assieme alla squadra, stava disputanto una partita di Coppa Italia della categoria “seniores femminile” contro la squadra di casa.

Una tranquilla domenica di gioco nel campo di via Dismano, passata assieme alle compagne per cercare di strappare un’altra vittoria. Quando, all’improvviso, l’incidente. Rebecca dopo un placcaggio come tanti altri è caduta violentemente all’indietro battendo con forza la testa sul terreno, così violentemente da procurarsi un trauma cranico molto grave.

Da quel placcaggio l’azione è proseguita e si è conclusa con una meta ma, quando l’arbitro si è voltato, il medico che aveva intuito la serietà dello scontro era già in campo, entrato una manciata di secondi dopo la caduta in terra di Rebecca. I soccorritori del 118, arrivati con ambulanze ed elicottero, sono stati mobilitati in tempi rapidi e nel giro di poco la 18enne è stata portata in volo fino al Bufalini di Cesena, il più attrezzato in Romagna per questo tipo di interventi.

Qui Rebecca è stata sottoposta immediatamente a un intervento chirurgico d’urgenza per l’eliminazione di un ematoma subdurale, concluso il quale è stata ricoverata incosciente nel reparto di Rianimazione in prognosi riservata.

Un coma dal quale, tragicamente, non si è più risvegliata finché ieri mattina i medici hanno avviato il protocollo per l’osservazione di morte. Poi, dopo l’osservazione sulle condizioni cliniche della ragazza, la dichiarazione del decesso.

Rebecca frequentava il liceo Moro di Reggio, dopo essere stata iscritta allo Spallanzani fino all’anno scolastico 2012/2013. Ma la sua vera passione era il rugby, che ha imparato ad amare da quando aveva appena cinque anni.

Prima giocando nel Rugby Reggio e quindi nel femminile under sedici a Colorno di Parma. Infine, dopo un infortunio e uno stop di un anno, aveva deciso di ricominciare nell’Amatori Parma a settembre dello scorso anno.

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Anche le tre società in cui ha giocato la giovane Rebecca, oltre che tutto il rugby nazionale, appena saputa la notizia della sua tragica morte si sono unite in un solo pianto di dolore. Una perdita inspiegabile, così com’è stata definita più volte da giocatori e dirigenti, un infortunio che non trova ragioni.

La 18enne, che avrebbe compiuto 19 anni a ottobre, aveva esordito proprio in città, al Rugby Reggio, dove aveva imparato ad amare e conoscere questo sport. La società, ieri, ha espresso «dolore e profondo cordoglio per la scomparsa di Rebecca, ci stringiamo ai familiari in questo difficile momento. Tante persone, piccole grandi, del club, ricordano Rebecca nei suoi primi allenamenti, la grinta e la tenacia che lei sapeva esprimere in partita, unica bimba in una squadra di maschi, e l’allegria con cui affrontava la vita fuori dal campo.

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Da domenica abbiamo sperato con tutto il cuore un epilogo diverso. Tutti noi, dirigenti, genitori, giocatori, bambini e ragazzi, per primi i suoi compagni di squadra, continueremo a ricordarla mentre correva avanzando con la palla verso la linea di meta, o a sostegno dei compagni. Quella è l'immagine della nostra Rebecca che porteremo nel cuore. Buon viaggio piccola guerriera».

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Allo stesso modo anche l’Amatori Parma, squadra in cui giocava attualmente, e il Colorno, club precedente, sono «profondamente sconvolti» per la perdita di «una ragazza straordinaria, nonché giocatrice molto amata e stimata, che in questi anni di attività sportiva ha tanto contribuito alla crescita e allo sviluppo del rugby femminile in Emilia Romagna».

Sempre ieri, lo stesso capitano della nazionale rugby, Sergio Parisse, sulla propria pagina Facebook ha voluto scrivere in ricordo della ragzza: «Cara Rebecca... sono profondamente addolorato... mi stringo forte alla tua famiglia. Riposa in pace piccola».

Allo stesso modo anche la Federazione Italiana Rugby e l’intera comunità rugbistica d’Italia sono sconvolte e profondamente rattristate dalla scomparsa della rugbista dell’Amatori Parma. I pensieri e la vicinanza del presidente Alfredo Gavazzi, del consiglio federale, dei dirigenti e dei dipendenti Fir vanno alla famiglia e agli amici di Rebecca e alla società Amatori toccati da questa immane tragedia.

E proprio memoria di Rebecca Gavazzi ha immediatamente disposto che venga osservato un minuto di silenzio su tutti i campi d’Italia durante il prossimo fine settimana. «Come padre di famiglia e come uomo di rugby, prima che come presidente federale – scrive il vertice Fir – esprimo la mia vicinanza e le mie più sentite condoglianze alla famiglia di Rebecca.

Siamo tutti toccati nel profondo da questa vicenda, e nel manifestare il sostegno di decine di migliaia di tesserati ai genitori, alla società e agli amici di questa giovane atleta voglio ringraziare a nome della Fir tutto il personale medico e paramedico che sin dai primi istanti sul campo e successivamente presso l’ospedale Bufalini ha prestato la propria professionalità per soccorrere Rebecca con la massima tempestività e nel rispetto dei protocolli previsti».

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La Federazione, ha aggiunto ancora il presidente, continuerà a impegnarsi «nel sensibilizzare tutto il movimento a comprendere come la tutela della salute dei nostri giocatori e lo sviluppo di una cultura del player welfare costituiscano una sfida fondamentale per la crescita del nostro sport in Italia. In questo momento, purtroppo, non possiamo fare altro che stringerci alle persone che hanno voluto bene a Rebecca: a loro vanno tutti i nostri pensieri in questo terribile giorno».

Ulteriori iniziative dedicate alla memoria di Rebecca Braglia saranno poi valutate da Fir, assieme alla famiglia e all’Amatori Parma.

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