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Amianto, già trattati 108 siti sui 133 trovati Diffide ai trasgressori

Amianto, già trattati 108 siti sui 133 trovati Diffide ai trasgressori

Casalgrande, galoppa la campagna di bonifica: 58 ordinanze Il sindaco Vaccari: «Usiamo il pugno duro con i ritardatari»

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CASALGRANDE. Più di 107mila metri quadrati bonificati dall’amianto, 108 siti con materiale pericolosi trattati su un totale di 133 trovati sul territorio. Sono numeri che parlano di un grande lavoro di bonifica, ma pure di una presenza imponente e preoccupante di materiale pericoloso per la salute, quelli relativi alla presenza di amianto nel territorio di Casalgrande.

Il Comune reggiano è una delle realtà maggiormente cresciute nei decenni del boom del distretto ceramico: uno sviluppo che ha portato benessere e aumento della popolazione ma pure delle superfici edificate, fra spazi produttivi e residenziali. Con tutte le conseguenze del caso, come la presenza di tantissime coperture a base di amianto, realizzate sino agli ’80: sino a quel periodo l’amianto era utilizzato per la sua resistenza al calore, e non era invece di pubblico dominio la sua enorme pericolosità come causa di tumori ai polmoni. In questi anni Casalgrande, come tanti Comuni dell’area, ha iniziato un percorso di controllo e bonifica per ridurne la presenza.

I numeri sono notevoli. Nel territorio comunale sono stati censiti 133 siti con presenza di amianto e «108 sono stati trattati fino ad oggi, con richieste di valutazione del rischio o con ordinanze di rimozione. Sono ben 58 le ordinanze emanate dal Comune. Il numero dei siti già totalmente bonificati è 41. Numeri molto alti, che assumono un senso ancor più significativo in vista della Giornata mondiale delle vittime da amianto, che si celebra il 28 aprile», racconta il sindaco casalgrandese Alberto Vaccari. In totale, sono stati rimossi o incapsulati con materiale isolante 107mila metri quadrati di amianto, sui 200mila circa evidenziati dal censimento.

A questo conto vanno aggiunti circa 13mila metri quadrati di aree integre, con amianto non sgretolato, da sottoporre a verifica triennale. Il rischio sta infatti nelle rotture e nei pezzi frantumati: sono le polveri del materiale, una volta inalate, ad aumentare il rischio di patologie polmonari. In molti casi, il problema è che la presenza di amianto viene ignorata; per risparmiare sui forti costi di bonifica, in molti rinunciano a procedere alle rimozioni o peggio ancora provvedono autonomamente abbandonando detriti e rifiuti in aree isolate. Per prevenire questi fenomeni, il Comune sta verificando le procedure per i singoli casi individuati, così da poter intercettare mancanze e rallentamenti. In questo senso, vengono richieste le documentazioni che attestano la rimozione o la copertura corretta dai manufatti con amianto. Le regole diventano ancora più rigide nei casi in cui sia stata emanata un’ordinanza ufficiale: «Tramite specifici atti amministrativi (proroghe indifferibili o diffide ndr) si è potuto sollecitare e ottenere, dai soggetti in questione, la bonifica effettiva delle aree che era stata rimandata per motivi economici, o sottoscrivere in maniera non più prorogabile la tempistica per la bonifica», precisa il sindaco. Ora un altro passo da compiere riguarda l’ampliamento della banca dati. Oltre ai 200mila metri quadrati già censiti, si stanno aggiungendo anche altre superfici, individuate grazie alle segnalazioni di abitanti. (adr.ar.)



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