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Calano le imprese dei giovani anche in Emilia-Romagna

REGGIO EMILIA . In Emilia-Romagna, da tempo l’andamento della base imprenditoriale regionale giovanile appare peggiore rispetto a quello nazionale. Un dato che va però contestualizzato in rapporto al...

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REGGIO EMILIA . In Emilia-Romagna, da tempo l’andamento della base imprenditoriale regionale giovanile appare peggiore rispetto a quello nazionale. Un dato che va però contestualizzato in rapporto al basso tasso di disoccupazione. In poche parole, laddove il mercato del lavoro – come in Emilia-Romagna appunto– è complessivamente positivo, meno si assiste al ricorso a forme di autoimprenditorialità. Si spiega quindi anche così il fatto che, come emerge dai dati del Registro delle imprese delle Camere di commercio elaborati da Unioncamere Emilia-Romagna, a marzo 2018 le imprese attive giovanili siano risultate 27.681, pari a solo il 6,9 per cento delle imprese regionali, la quota più bassa tra le regioni italiane. In un anno la perdita è di 1.125 imprese (-3,9 per cento), mentre le altre imprese sono diminuite solo dello 0,4 per cento. A determinare la tendenza sono le costruzioni (-681 unità) e il commercio (-404 imprese). L’unico contributo positivo continua a giungere dall’agricoltura e dalla pesca (+101 unità, +4,8 per cento). La tendenza si traduce in una caduta delle ditte individuali (-1.060 unità).

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