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in tribunale 

Chiedono scusa al giudice Rat «Non faremo più altri sbagli»

REGGIO EMILIA. Testa china e la consapevolezza di averla davvero combinata grossa.In tribunale i due albanesi Edison Begaj e Armand Gjonaj – difesi dall’avvocato Carmen Pisanello – rispondono al...

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REGGIO EMILIA. Testa china e la consapevolezza di averla davvero combinata grossa.

In tribunale i due albanesi Edison Begaj e Armand Gjonaj – difesi dall’avvocato Carmen Pisanello – rispondono al giudice Andrea Rat per dire sostanzialmente la stessa cosa: «Ammetto i fatti, chiedo scusa, ho fatto uno sbaglio che non commetterò mai più».

Per loro la procura ha chiesto – come misura cautelare – il divieto di dimora a Reggio Emilia, mentre la difesa l’obbligo di firma in questura. E su quest’ultima richiesta si è orientato il magistrato giudicante che, dopo aver convalidato il doppio arresto, ha tenuto conto dell’incensuratezza dei due arrestati nonché il loro comportamento processuale (piena confessione), ritenendo sufficiente l’obbligo di presentazione in questura due volte al giorno come «persistente controllo delle forze dell’ordine sul loro futuro operato». Con questa misura restrittiva da rispettare Begaj e Gjonaj attenderanno di essere processati il 18 giugno.

In aula è emerso che il 33enne Edison Begaj vive in città con la famiglia (ha un figlio di 11 mesi) e lavora come pavimentista. (t.s.)

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