Primo Maggio umido e sotto tono
Poche persone al comizio dei sindacati in piazza Martiri, cancellato il concerto di Frah Quintale
REGGIO EMILIA. Sarà stata la pioggia, il freddo o il fatto che il lavoro ormai lo hanno in pochi, ma la festa del Primo Maggio a Reggio Emilia quest’anno è stata abbastanza sotto tono. Fatta eccezione per il corteo, colorato e partecipato nonostante le avverse condizioni meteo, ad assistere al comizio in piazza organizzato dai sindacati c’erano davvero poche persone. Così come quasi inesistenti sono stati i tradizionali garofani rossi, uno dei simboli di “sovversione” adottati durante il regime fascista, quando la Festa del Lavoro venne soppressa e accorpata con il 21 aprile, il Natale di Roma.
Il Primo Maggio reggiano è iniziato verso le 15, quando il corteo composto da decine e decine di reggiani, lavoratori, pensionati e famiglie è partito da via Emilia San Pietro. Accompagnati dai colori e dalle bandiere dei tre sindacati Cgil, Cisl e Uil i manifestanti sono passati per il centro storico della città, facendo risuonare grazie alla banda musicale le note e le parole della canzone partigiana più nota, “Bella Ciao”.
Il gruppo si è poi ritrovato in piazza Martiri del 7 Luglio, dov’è stato allestito per l’occasione un palco dietro alla fontana (ancora spenta) del teatro Valli. Qui, dinnanzi a una platea a dir la verità non molto fitta, hanno parlato i rappresentanti sindacali. Guido Mora, segretario generale Cgil di Reggio, William Ballotta, segretario generale Cisl Emilia centrale e infine Antonio Foccillo, segretario nazionale Uil.
A precederli l’intervento di Manuel Masini, rappresentante reggiano di Libera, particolarmente apprezzato dai manifestanti. Le parole, dal palco di piazza Martiri, non sono state quelle di una festa, così come accade ormai da diversi anni.
Al centro di questa giornata infatti i sindacati hanno posto il tema della sicurezza sul lavoro, delle morti bianche, degli infortuni. «Fenomeni mai davvero risolti né affrontati con serietà – hanno dichiarato con forza i tre rappresentanti dal palco – che continuano ogni anno a mietere centinaia di vittime, alcune delle quali anche in territorio reggiano».
Insieme a loro, come da tradizione senza prendere la parola, anche il sindaco di Reggio Emilia, Luca Vecchi, il presidente della Provincia, Giammaria Manghi, diversi rappresentanti di molte amministrazioni comunali del territorio e il capogruppo Pd alla Camera, ex sindaco e ministro uscente, Graziano Delrio.
Alle 17, sempre in piazza Martiri del 7 luglio, il concerto di Bassa Padana Social Club e, a seguire, quello del gruppo Hakuna Matata. Poi, praticamente dalle 17.30, la piazza si è svuotata lasciando un desolante palco a guardare il nulla. Per la pioggia battente – e probabilmente anche per il fatto che il pubblico era a quota zero – l’atteso (ma forse non troppo) concerto di Frah Quintale, inizialmente in programma alle 21.30, è stato infine cancellato.
Leonardo Grilli
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