A un mese dall’incendio fissato il funerale di Iori
Reggiolo: ieri è arrivato il nulla osta, lunedì prossimo le esequie dell’anziano La famiglia aveva denunciato l’intoppo burocratico che ritardava l’addio
REGGIOLO. Dopo quasi un mese dalla tragica morte dell’80enne Pietro Iori, finalmente, nella tarda mattinata di ieri, è arrivato il nulla osta per la sepoltura. Un ritardo che ha molto addolorato i famigliari e del quale ancora oggi non si conoscono i motivi.
I funerali si svolgeranno lunedì 7 maggio alle 10, in forma civile, con partenza dal cimitero di Coviolo (Reggio Emilia) e sosta di circa un’ora – alla presenza della banda – davanti all’abitazione di via Francesco Saverio Maria Bianchi 9, dove la notte del 5 aprile scorso è successa la tragedia. Le onoranze funebri sono state affidate all'agenzia Losi & Bartoli.
Per la famiglia Iori, l’attesa è stata un vero e proprio calvario, tanto che la figlia Milva, che abita a Moglia, nel Mantovano, aveva perfino gridato allo scandalo perché per lei non era possibile aspettare così tanto tempo per organizzare un funerale per dare degna sepoltura al proprio padre.
Il rogo, nel quale è deceduto Pietro Iori, pensionato di 80 anni, ex agricoltore, era stato provocato dal cortocircuito di una batteria di una motocicletta che l'uomo aveva messo sotto carica. Il fumo e il calore non hano dato scampo all'anziano, che è morto soffocato e ustionato. Inutili per lui i tentativo di soccorso.
Vedendo che il tempo passava e non venivano date informazioni né sulle indagini, né su una eventuale autopsia, i famigliari preoccupati si sono rivolti all'agenzia funebre che aveva recuperato la salma del pensionato per avere spiegazioni. Ma anche l'agenzia, pur contattando l'autorità giudiziaria, non è riuscita ad avere risposte. Sembra che il mancato rilascio del nulla osta da parte del magistrato che si occupava del caso sia dovuto alla documentazione da parte degli enti preposti. Per i carabinieri non c'erano dubbi: per loro, si è trattato di un episodio accidentale. Il 20 aprile scorso i vigili del fuoco erano tornati sul luogo dell'incendio per scattare ulteriori fotografie. Per tre settimane la salma di Pietro Iori è rimasta custodita in una cella frigorifera del cimitero di Coviolo, e questo ha fatto scattare la protesta della figlia Milva, che voleva riavere la salma del papà per piangerlo su una tomba con un mazzo di fiori. (m.p.)
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