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Allarme micro criminalità, sugli autobus reggiani arriva la App anti bullismo

di Ambra Prati
Allarme micro criminalità, sugli autobus reggiani arriva la App anti bullismo

Sarà collegata alla centrale della polizia: gli studenti potranno scaricarla sullo smartphone e attivarla in caso di emergenza

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REGGIO EMILIA. Un'applicazione (App) per cellulari contro il bullismo, appositamente pensata per le giovani generazioni, che potranno, in caso di necessità, schiacciare un pulsante ed essere subito localizzati dalla centrale operativa della questura. Il progetto pilota della polizia di Stato, non ancora attivo, verrà lanciato entro un mese e potrebbe rappresentare una svolta contro un fenomeno emergenziale che crea allarme tra le famiglie.

Risale a due giorni fa l’ultimo episodio di una gang di tre minori nordafricani, che hanno individuato un 17enne studente dell’Istituto Scaruffi sul bus, l’hanno seguito e in via Filippo Re lo hanno accerchiato facendolo cadere a terra e tentando, invano, di impossessarsi di cellulare e zaino: il 17enne ha resistito e non è stato derubato, bensì picchiato.

Solo dietro insistenza del padre, la vittima ha sporto denuncia, rendendo nota una modalità di prevaricazione tra minorenni purtroppo frequente, spesso sommersa e relegata al confronto tra giovanissimi.

Le ricette potrebbero essere la nuova App o agenti in borghese sui mezzi pubblici.

«È in fase di sviluppo una App sperimentale che servirà per segnalare in tempo reale eventi critici, pensata appositamente per gli episodi di bullismo – spiega il dirigente della Squadra Volanti della questura di Reggio, Carlo Maria Basile – Scaricando la App, i giovanissimi potranno premere il tasto “bullismo” e, tramite la geolocalizzazione del cellulare, in questura arriverà in automatico la posizione del richiedente, che potrà essere raggiunto immediatamente da una pattuglia».

Un metodo veloce e semplice, che utilizzerà gli smartphone tanto cari ai ragazzi; un sistema sintonizzato sulle abitudini dei giovanissimi, perennemente in movimento con gli auricolari e non più “soli” nei momenti di difficoltà.

Nel frattempo continuano le lezioni anti-bullismo (ma non solo) nelle scuole superiori, attivate da tempo dal comando di via Dante.

Una presenza, quella dei poliziotti in divisa all’interno delle scuole, che ha consentito di ricevere due segnalazioni di bullismo. «Casi di persecuzione e soprusi subito cessati e rientrati, nel momento in cui ci siamo interessati insieme alla dirigenza scolastica: perciò gli episodi non sono sfociati in denuncia e non hanno avuto un seguito penale – precisa Basile – Del resto il reato di bullismo non esiste: viene rubricato sotto la voce aggressioni o lesioni su minori e il reparto competente è la Divisione Anticrimine».

Le lezioni tra i banchi vengono svolte due volte al mese dal dirigente insieme al sovrintendente Francesco Beltrami, capoturno delle Volanti, e hanno coinvolto da inizio anno circa 800 studenti dai 16 ai 18 anni, frequentanti l’ultima o la penultima classe delle superiori.

«Sono lezioni di legalità generale, che riguardano il bullismo ma anche la guida in stato di ebbrezza e il consumo di sostanze stupefacenti, due argomenti con molto appeal per quell’età: i ragazzi sono interessatissimi e fanno tante domande – prosegue Basile – Un’attività di prevenzione cui il questore, dottor Antonio Sbordone, tiene in particolare modo».

Una educazione civica che, per ora, è assente dalle scuole medie, dove il fenomeno del bullismo, secondo le statistiche, sta segnando una crescita esponenziale. «Il progetto viene svolto anche in base alle domande degli istituti e finora le medie non hanno mai richiesto la nostra presenza, mentre i licei si mostrano molto sensibili sul tema – conclude Basile – Tuttavia non escludiamo di ampliare il discorso anche ad altre fasce d'età in futuro».

©RIPRODUZIONE RISERVATA
 

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