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Auto elettrica prigioniera della colonnina di Enel

Auto elettrica prigioniera della colonnina di Enel

La disavventura di un reggiano rimasto cinque ore bloccato in piazza Gioberti «Su dieci tentativi di ricarica, sette o otto volte ho avuto un intoppo tecnico» 

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REGGIO EMILIA. Era il gennaio 2004 quando Reggio Emilia conquistò, con il premio assegnatole dalla World Electric Vehicle Association, la patente di prima città elettrica d’Europa grazie alla flotta di 310 veicoli elettrici acquistati da Til, società a capitale pubblico partecipata dal consorzio Act e dalle Farmacie comunali riunite, con il contributo del ministero dell'Ambiente. La nostra città è stata anche la prima, almeno in Emilia-Romagna, a dotarsi delle colonnine installate da Enel dopo il 2010 per la ricarica su strada delle auto elettriche e ibride. Se ne contano ben ventitrè ma, a quanto pare, il loro funzionamento non è sempre garantito. Lo testimonia con grande disappunto uno dei non molti reggiani che, facendo un passo avanti rispetto al noleggio di un mezzo della Til, hanno comperato un’auto elettrica, accorgendosi ben presto della difficoltà di ricaricare la batteria al di fuori della propria abitazione.

Lorenzo Marinoni possiede da febbraio una vettura fra le più nuove e performanti della sua gamma, una Bmw i3s veloce e scattante. Inizialmente preferiva perlopiù attaccare di notte la spina nel garage di casa, ritenendo scarsa la convenienza delle tariffe delle postazioni pubbliche. Poi ha pensato di servirsi delle colonnine Enel approfittando della “Promozione Primavera”, che prevedeva nel mese d’aprile ricariche gratuite da effettuare con l’applicazione per smartphone E-go, in attesa che entrasse in funzione la nuova app E-x. L’esperienza, a suo dire, è stata disastrosa. Ogni dieci tentativi di ricarica si verificava sette o otto volte un intoppo tecnico che lo costringeva a chiamare il numero verde del servizio Enel assistenza colonnine.

Il peggio gli è capitato durante la notte di venerdì 20. Non solo gli è risultato impossibile effettuare la ricarica, ma l'auto gli è rimasta ferma per cinque ore in piazza Gioberti con il cavo d'alimentazione bloccato nella presa dell’impianto. Il giorno dopo ha spedito a Enel una e-mail per denunciare l’accaduto, ma fino a mercoledì scorso non ha ricevuto una risposta.

«Erano circa le 20.30 – spiega il malcapitato concittadino – quando mi sono fermato davanti alla colonnina. Mi sono subito accorto che non funzionava, nonostante la luce verde comparsa sulla mia app. Per giunta mi ha bloccato il cavo di ricarica. Allora ho chiamato il numero verde 800.069.850, ma i diversi tentativi di sblocco da remoto non hanno avuto successo. Quindi mi hanno promesso che entro due o tre ore sarebbe intervenuto un tecnico, ma nonostante un sollecito alla mezza nessuno s’era ancora presentato. Dopo avere interpellato anche i carabinieri e la polizia municipale, mi sono rivolto a Enel distribuzione. Pur non essendo il lavoro di loro competenza, hanno mandato un loro uomo, che all’una e mezza è riuscito a sbloccare il cavo senza sapere lui stesso come. Martedì 24 mi chiama il tecnico che sarebbe dovuto uscire entro tre ore. Quando gli dico che la richiesta l’avevo fatta quattro giorni prima, lui cade dalle nuvole e mi dice, ridacchiando, che l’avevano avvertito da poco tempo. Questo increscioso episodio non è stato l'unico. Il mio cavo è rimasto bloccato altre volte, ma per fortuna è stato sempre sbloccato da remoto, non senza patemi».(l.s.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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