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In dieci paesi per studiare le potenzialità del cibo

di Nicole Nasi
In dieci paesi per studiare le potenzialità del cibo

Al via la seconda edizione del progetto “Food Innovation Global Mission” Sedici studenti in viaggio da Toronto a Shanghai nei laboratori del futuro

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REGGIO EMILIA. Due mesi, 16 studenti-ricercatori, 12 città, 10 paesi e un solo obiettivo: capire come il cibo è e può essere meglio funzionale al sistema globale sviluppando tecnologie avanzate. Partirà il 12 maggio da Bologna la seconda edizione del progetto “Food Innovation Global Mission” insito nel master internazionale di secondo livello sulla “Food Innovation” organizzato dall’università degli studi di Modena e Reggio Emilia, dal Future Food Institute di Bologna e dall’Istitute For the Future di Palo Alto negli Stati Uniti.

La missione che gli studenti dovranno affrontare avrà luogo nei principali “food tech hub”, laboratori dove le tecnologie alimentari vengono studiate, nelle aziende e nelle startup da Amsterdam a Madrid, da Toronto a New York fino a raggiungere le metropoli in via di sviluppo come Shanghai, Mumbai e Bangkok. I giovani sono tutti stranieri ma rappresenteranno l’Italia, in quanto paese simbolo per quanto concerne il cibo, e dovranno affrontare quattro tematiche affiancati da esperti del settore, scienziati, docenti e rappresentanti istituzionali. Le ricerche verteranno su: il futuro delle proteine, l’innovazione agricola in contesti rurali ed urbani sempre più “smart”, quindi si approfondiranno le scelte e le politiche locali legate al suolo, il futuro dei food service, andando a capire come il cibo può essere una cura alternativa al medicinale ed infine la sostenibilità e l’economia circolare; ognuna di esse darà vita ad una pubblicazione. Il tour sarà un’occasione per far conoscere le eccellenze della cultura alimentare italiana a livello globale e come la nazione si sta affermando sul mercato grazie alla collaborazione e sponsorizzazione di aziende e foodies made in Italy tra cui anche le reggiane Tetra Pack, Cir e Cantine Riunite.

«Solo integrando la dimensione tecnologica e quella umana possiamo esplorare tutte le novità e le possibilità che l’innovazione ci riserva a tavola – afferma Matteo Vignoli, direttore del “Food Innovation Program” –. Nel nostro territorio il cibo è una della principali leve per l’innovazione, in tutti i settori. Con la “Food Innovation Global Mission” vogliamo dare a questa vocazione un impatto globale, cogliendo ogni aspetto del cambiamento del mondo e della società attraverso il cibo». Tante sono le motivazioni che hanno spinto gli studenti ad intraprendere questa strada e tante sono le aspettative di docenti e responsabili che ancora una volta hanno voluto investire nel programma per portare l’innovazione anche a Reggio Emilia.

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