Le argille di Baiso da sito abbandonato a attrazione turistica
Uno studio europeo sul recupero di aree estrattive dismesse viene presentato questa mattina al centro civico comunale
BAISO. Le argille di Baiso alla ribalta europea. Questa mattina alle 10, a Baiso, nella sala riunioni del centro civico comunale, verrà presentato lo studio multidisciplinare riguardante i percorsi minerari delle argille presenti nel paese collinare.
Questo lavoro è stato riconosciuto come uno dei casi pilota del studio europeo Minland dedicato al recupero di aree estrattive dismesse, al fine di creare le condizioni per uno sviluppo turistico-sportivo e naturalistico delle aree stesse. Baiso, con i suoi calanchi e le sue tante cave oggi non più attive, è uno dei luoghi scelti per il progetto Minland, che coinvolge diverse nazioni europee. Lo studio è in corso di sviluppo da parte di un gruppo di tecnici qualificati che comprende architetti del paesaggio, geologi, topografi e docenti dell’università di Modena e Reggio assieme ai tecnici della Provincia e del Comune di Baiso.
La scelta del luogo non è casuale: le argille di Baiso e delle colline reggiane costituirono, una delle principali forniture per il settore ceramico negli anni della sua esplosione, quella crescita industriale che ha creato nella vallata del Secchia attorno a Sassuolo uno dei principali poli produttivi continentali.
A distanza di tempo, tuttavia, sono mutate le tecniche di lavorazione e approvvigionamento delle materie prime, e oggi le tante cave aperte negli anni ’70 e ’80 nei versanti argillosi di Baiso, Carpineti e Castellarano si trovano in stato di abbandono.
«Da questa constatazione è nato, in collaborazione con la Regione Emilia Romagna, lo studio dei “Percorsi minerari delle argille di Baiso” che intende creare le condizioni affinché queste aree estrattive dismesse tornino alla ribalta nell’ambito di un innovativo sviluppo turistico-sportivo e naturalistico del territorio, incentrato sulla grande valenza scientifica e paesaggistica dei luoghi», spiegano i promotori.
L'obiettivo, aggiungono, è «trasformare un luogo di abbandono e, talvolta, di degrado in una opportunità di promozione e di sviluppo, facendone un importante luogo di richiamo per nuove forme di turismo e di frequentazione a tutto campo». Allo stesso tempo, Baiso offre anche caratteristiche geologiche e paesaggistiche molto particolari, in particolare la diffusione delle “argille policrome” «una inaspettata spettacolarità che costituisce un grande richiamo per i bellissimi scorci e per gli effetti cromatici che determina». Da queste stesse zone, inoltre, proviene uno dei più importanti reperti fossili italiani, appartenente ad un grande rettile marino che, all’epoca dei dinosauri, frequentava le acque dell’antico mare entro il quale andarono a depositarsi i sedimenti che diedero poi origine alle argille. (adr.ar.)
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