Gazzetta di Reggio

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«Nessun progetto per fare una moschea»

di Adriano Arati
«Nessun progetto per fare una moschea»

Lo afferma il Comune in vista dell’assemblea pubblica di lunedì sera a Sant’Antonino per «chiarire e ribadire la verità»

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CASALGRANDE. Una riunione «in cui fare chiarezza e ribadire la verità fra le tante voci». Lunedì 7 maggio la scuola elementare di Sant’Antonino ospiterà un’attesissima assemblea pubblica in cui, inevitabilmente, si finirà per discutere a lungo del futuro dell’ex macello di Veggia, ora acquistato dalla comunità islamica di Sassuolo con l’obiettivo di trasformarlo probabilmente in un centro di riferimento per i fedeli musulmani della vallata del Secchia. Il ritrovo è alle 21 al primo piano della scuola elementare di Sant’Antonino, l’altra frazione casalgrandese ormai fusa con Veggia dopo la grande crescita urbanistica degli ultimi anni.

L’incontro è stato promosso dall’amministrazione comunale casalgrandese, come parte del classico giro di appuntamenti mensili sul territorio.

«Questo è un punto da chiarire», afferma il sindaco Alberto Vaccari, che parteciperà alla serata assieme a assessori e consiglieri. «L’assemblea è organizzata dal Comune; l’abbiamo voluta noi».

«Ogni mese facciamo degli incontri – prosegue il primo cittadino di Casalgrande – e quindi la serata servirà per parlare di tutti i temi e delle esigenze degli abitanti della zona di Veggia e Sant’Antonino, compreso quindi il futuro dell’ex macello di Veggia».

«L’incontro era già in calendario – spiega Alberto Vaccari – l’abbiamo anticipato di un paio di mesi ma era già pensato da tempo come momento di confronto con chi vive nei due paesi. E non è una novità; dall’inizio del mandato organizziamo questi giri nelle varie frazioni».

L’atmosfera rischia però di essere piuttosto diversa dal classico incontro sul territorio, dopo un mese di grandi tensioni segnato anche da vandalismi e denunce. Il nodo rimane il futuro dell’area da quasi duemila metri quadrati dell’ex macello Fiorini. Abbandonata da tempo, si trova in una zona residenziale della “vecchia” Veggia, nella zona che discende verso il corso del fiume Secchia e la fondovalle. L’acquisto all’asta da parte della comunità islamica ha generato preoccupazioni e voci ad ora inesatte, come quelle relative alla nascita di una moschea: per la costruzione di un nuovo luogo di culto occorrerebbe una variante agli strumenti urbanistici da far approvare al consiglio comunale, e ad oggi nessun progetto è stato presentato agli uffici competenti.

I timori sul possibile afflusso di tante persone di fede musulmana in zona sono però forti, esplicitati un mese fa da una lettera del parroco di Veggia e Sant’Antonino, don Carlo Taglini. «Non ne faccio una questione religiosa – aveva spiegato il parroco – ma di carattere urbanistico e di ordine sociale. Il rischio è di creare confusione e degrado. Tra vent’anni Veggia diventerebbe un ghetto islamico», addirittura «il Bronx», che «rischia la disintegrazione sociale». Da allora, la discussione è continua, inacidita dalla collocazione anonima di teste di maiale sui cancelli dell’edificio.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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