Poiatica, sopralluogo nell’ex cava
Confronto sul futuro dell’area tra Comuni, Iren e ambientalisti
CARPINETI. Primissimi passi per riqualificare la zona della discarica di Poiatica e le tante cave del bacino del Dorgola. Li stanno facendo gli amministratori pubblici della montagna reggiana, con l’obiettivo di riqualificare l’area di Poiatica, realizzata in un’ex cava, e dei suoi dintorni affacciati sul corso del Secchia. Ieri pomeriggio è stato effettuato un sopralluogo nel sito usato per decenni per il conferimento rifiuti. Alla visita hanno partecipato il sindaco di Carpineti Tiziano Borghi, anche nelle vesti di vice presidente dell’Unione Comuni dell’Appennino, i rappresentanti di tutti i Comuni appenninici, il sindaco di Cadelbosco Tania Tellini come coordinatrice provinciale di Atersir (Agenzia territoriale dell'Emilia-Romagna per i servizi idrici e i rifiuti). Con loro, la presidente di Legambiente Appennino Nuccia Mola, Antonio Manini e Lorena Lugari del comitato Fermare la discarica, Roberto Paterlini e Isacco Giuberti di Iren e due consulenti dello studio di progettazione urbanistica e ambientale Land di Milano. È stata un’occasione per valutare le condizioni dell’ex discarica e ragionare sul futuro. L’obiettivo è il «recupero complessivo di tutta l’area del bacino del Dorgola, comprese le cave dismesse e le frane messe in movimento negli anni dalle cave», spiega Borghi. La speranza sarebbe quella di reinserire Poiatica nel contesto ambientale circostante. Sinora, «l’area della ex discarica sono anche esclusi, come una sorta di piccola enclave, dall’area Mab Unesco: dopo questo intervento questa situazione potrà essere superata». Intervento che va di pari passo con quello per il riempimento dell’enorme “buco” che si trova al centro dell’area. «Siamo fermi nella scelta di utilizzare per queste opere soltanto materiali naturali, e puntiamo a un netto miglioramento ambientale» sostiene Borghi. (adr.ar.)
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