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Premio per le inchieste antimafia

Premio per le inchieste antimafia

Al reggiano Elia Minari il riconoscimento intitolato al cronista Mario Francese ucciso da Cosa Nostra

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REGGIO EMILIA. Le inchieste sulla mafia in Emilia del giornalista reggiano Elia Minari sono state premiate a Palermo. Ieri nel capoluogo siciliano sono stati consegnati i riconoscimenti della nuova edizione del premio internazionale “Francese”; il premio, creato nel 1993, è intitolato a Mario e Giuseppe Francese, il cronista del Giornale di Sicilia ucciso da Cosa Nostra nel 1979 e suo figlio. Ogni anno la giuria, presieduta da Gaetano Savatteri, attuale caporedattore del Tg5 e scrittore, assegna onorificenze agli autori di inchieste e approfondimenti sul vastissimo mondo della mafia e delle sue diramazioni. Fra i vincitori del passato, Milena Gabanelli, Maurizio Costanzo e Michele Santoro. Nel 2018, fra i premiati vi è anche il reggiano Minari, coordinatore dell’associazione culturale antimafia “Cortocircuito” di Reggio e autore del libro-inchiesta “Guardare la mafia negli occhi. Le inchieste di un ragazzo che svelano i segreti della ’ndrangheta al Nord”, edito da Rizzoli con la prefazione del procuratore nazionale antimafia e si conclude con la postfazione del magistrato Marco Imperato. Minari ha ricevuto il riconoscimento dal presidente dell’Ordine dei giornalisti della Sicilia, alla presenza del generale Claudio Minghetti, del prefetto di Palermo Antonella De Miro, per molti anni prefetto a Reggio Emilia, e del vice-questore Dario Sallustio.

L’altro premio è quello, alla memoria, assegnato alla giornalista maltese Daphne Caruana Galizia, uccisa da un’autobomba nell’isola mediterranea per stroncare le sue scomode inchieste su corruzione e intrecci internazionali. Ha ritirato la targa la sorella Corinne.

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