Sprangate, non può avvicinare moglie e figli
Il divieto per aver devastato l’ingresso del palazzo dove vive la famiglia. L’operaio in aula non parla
REGGIO EMILIA. Non parla, in udienza, l’operaio 34enne che mercoledì mattina è finito nei guai per tentata violazione di domicilio (aggravata dall’uso di un’arma impropria, cioè una spranga) e per danneggiamento aggravato. Ha preso a sprangate la porta d’ingresso del condominio in cui vivono l’ex moglie e i tre figli. I carabinieri – coordinati dal pm Stefania Pigozzi – ritengono che dietro a quest’atto violento vi sia un dramma familiare, cioè una separazione conflittuale in cui s’innesca un provvedimento del Tribunale per i minorenni che obbliga il padre a vedere i figli in tempi prefissati e in presenza degli assistenti sociali. E la rabbia del 34enne – di cui non forniamo le generalità per tutelare i familiari – si sarebbe scatenata proprio per quest’ultimo provvedimento che gli centellina gli incontri con i figli. La procura chiede la misura cautelare in carcere per l’operaio, mentre l’avvocato difensore Mattia Fontanesi ritiene eccessiva questa richiesta: «Non c’è necessità di una misura detentiva – ribatte il legale – visto che l’episodio è modesto. Stiamo parlando di una persona che lavora regolarmente». Quanto accaduto viene inquadrato anche dal giudice Simone Medioli Devoto come connesso alla battaglia legale per la contesa dei figli della coppia e proprio su queste basi applica al 34enne il divieto di avvicinarsi all’ex moglie e ai figli. Se ne riparlerà in aula fra due settimane.
Mercoledì mattina diversi residenti di una palazzina di via Jacopo da Mandra (strada che collega via del Chionso con via Adua, nel quartiere di Santa Croce), testimoni oculari allarmati dalla scena, hanno chiamato il 112 segnalando che una persona stava distruggendo con furia l’antiporta e il portone d’ingresso dello stabile. Sul posto sono subito intervenuti i carabinieri della stazione di Santa Croce, che hanno trovato le vetrate dell’ingresso sfondate e vicino al 34enne una spranga di ferro lunga 70 centimetri. La prima giustificazione fornita dall’uomo è stata che tanta violenza era motivata da un debito contratto da un condomino nei suoi confronti: la cifra irrisoria indicata (25 euro), tuttavia, e le contraddizioni in cui è caduto non hanno affatto convinto i militari.
Questi ultimi hanno rintracciato l’ex moglie, residente nella palazzina, e hanno scoperto che il gesto violento, con tutta probabilità, si inquadra all’interno di una travagliata separazione. Un’ipotesi avvalorata dal fatto che l’assalto con la spranga ha avuto un prologo la sera precedente, quando l’operaio si era presentato all’uscio della ex moglie con la quale ha avuto un primo alterco. Tanto che la donna, impaurita, aveva deciso di passare la nottata dalla madre, fuori città, insieme ai bambini. Un trasloco temporaneo del quale il 34enne era all’oscuro, tanto che – secondo gli inquirenti – quando il giorno dopo ha suonato il campanello senza ricevere risposta, ha perso la testa. (t.s.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
