Don Cugini: «No alle discriminazioni»
Il parroco di Regina Pacis ribadisce la finalità della preghiera: contrapporre l’amore all’odio
REGGIO EMILIA. «Dobbiamo parlare sempre di quella cosa?». Don Paolo Cugini, parroco di Regina Pacis, non si sottrae al confronto e risponde con estrema pacatezza a conferma di come, per lui, le polemiche siano costruite sul nulla.
Eppure i mal di pancia non mancano...
«Semplicemente da due anni, una volta al mese in parrocchia, accompagniamo nella preghiera un gruppo di credenti di diversi orientamenti sessuali. E il 16 aprile scorso ha partecipato alla preghiera anche il vescovo Camisasca che, tra l’altro, ha invitato ad essere “attenti al mistero di ciascuno”. Le sue sono state parole chiare che hanno a che fare con la misericordia e con l’accettazione».
Come mai la veglia di preghiera organizzata a Regina Pacis scalda gli animi?
«In realtà è dal 2007 a Firenze, e anno dopo anno in diverse città d’Italia, che si organizzano veglie contro l’omofobia e ogni forma di discriminazione per ricordare Matteo, un giovane adolescente che si tolse la vita a causa delle vessazioni dei compagni di scuola. Anche noi, il prossimo 20 maggio, vegliamo insieme perché crediamo nella forza straordinaria della preghiera, soprattutto quando è fatta in comunità, quando è coinvolgente».
Ogni anno c’è un filo conduttore. Qual è quello di quest’anno?
«“La verità vi farà liberi”, questo il versetto tratto dal Vangelo di Giovanni scelto come guida delle veglie. La verità, che è l’amore di Gesù per noi, ci libera dall’odio per farci sentire tutti fratelli e sorelle, ci libera da ogni pregiudizio, per aprire le nostre menti e le nostre anime alla novità dell’altro. È questo il significato più profondo che ha a che fare con l’accettazione e l’accoglienza. Il testo della preghiera, anche quest’anno, è stato messo a punto a livello nazionale da cattolici e protestanti di alto livello e sono molto felice del fatto che a pregare con noi, a Regina Pacis, ci sarà anche una teologa di spessore come la pastora battista Lidia Maggi».
Perché dà tanto fastidio questa apertura?
«So solo che sono molto rammaricato. Mi dispiace che un momento di preghiera a Dio così bello, nel quale si contrappone semplicemente all’odio l’amore, venga preso di mira al punto da organizzare un’anti-manifestazione».(c.c.)
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