Gazzetta di Reggio

Reggio

la Confcooperative 

«La diga di Vetto è necessaria e deve entrare fra le priorità»

VETTO. Si torna a parlare della diga di Vetto, in un momento che si pone al di fuori della stretta emergenza idrica, e per questo può favorire un dibattito maggiormente proficuo sull’opera. Il primo...

2 MINUTI DI LETTURA





VETTO. Si torna a parlare della diga di Vetto, in un momento che si pone al di fuori della stretta emergenza idrica, e per questo può favorire un dibattito maggiormente proficuo sull’opera. Il primo progetto per una diga a Vetto fu il progetto Grisanti, che risale al 1860. Una trentina di anni fa un progetto dell'invaso sull’Enza venne realizzato dall'ingegner Aldo Marcello.

A porre il tema questa volta è Confcooperative: «Le conseguenze della pesante siccità e la successiva alluvione delle aree del Brescellese rappresentano solo l’ultima drammatica conferma della necessità di riprendere urgentemente la realizzazione del progetto originario della diga di Vetto, opera il cui positivo impatto, peraltro, va oltre le emergenze vissute nel 2017».

I lavori sull’invaso vennero sospesi nel 1989. «Per noi – afferma Confcooperative – la realizzazione dell’invaso è una priorità: insieme alle cooperative della Val d’Enza, anche da quelle montane aderenti alla centrale cooperativa, riunite a Castelnovo Monti per parlare di opere, servizi e progetti, hanno posto il tema».

Prosegue la nota di Confcooperative: «Il principio fondamentale di tenuta della montagna è rappresentato dalla valorizzazione delle sue risorse a favore di tutta la provincia, in una stretta integrazione infrastrutturale dal crinale al Po. La diga di Vetto è emblematica per un’integrazione che rilancia, a monte, opportunità di lavoro e attrattività turistica. Le analisi dei Consorzi irrigui e di miglioramento fondiario della Val d'Enza rappresentano un punto di riferimento fondamentale per valutare l'impatto ambientale, i fabbisogni e le risposte che assicurerebbe l'invaso anche in termini di sicurezza a valle. A questo si aggiungono le valutazioni dei cooperatori agricoli riguardanti l’urgenza di sostenere un’agricoltura d’alto pregio che caratterizza queste aree, con particolare riferimento al Parmigiano Reggiano e, più in generale, i benefici per agricoltura e industria derivanti dalla qualità delle acque disponibili. Siamo di fronte ad un’opera il cui valore sta nel sostenere una primaria esigenza legata al corretto e proficuo uso di una risorsa preziosa come l'acqua».

«L’opera – conclude la nota di Confcooperative – entri fra le priorità di programmazione e realizzazione delle autorità competenti e possa essere immediatamente considerata fra gli utili e necessari investimenti per tutto il territorio provinciale». (l.t.)

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google