La ditta Cabrini riapre a 5 mesi dall’alluvione di Lentigione
Brescello, la storica attività di Lentigione ha avuto danni per oltre un milione: «Grazie a soccorritori e banche, ma lo Stato e le assicurazioni non si sono sentite»
BRESCELLO. A quasi cinque mesi dalla piena dell’Enza, una delle attività storiche di Lentigione ieri è tornata alla normalità. È stata una giornata di grande festa all’emporio Cabrini, che in quell’ormai lontano 12 dicembre 2017 aveva dovuto fronteggiare l’arrivo di oltre un metro d’acqua nei propri locali, occupati in gran parte da divani e materassi, ma non solo.
Ieri Franco, Ferruccio e Sergio, i tre fratelli che portano avanti l’attività dal 1975 – quando ancora Lentigione era un paese agricolo e non un importante polo industriale come oggi – hanno ricevuto l’abbraccio e i complimenti di tanti che hanno salutato con piacere il “ritorno in campo” di una realtà simbolo della frazione. «Quello che abbiamo dovuto affrontare è stato un lavoro gravoso – spiegano i tre fratelli – in quanto sono stati mesi nei quali abbiamo lavorato 10 ore al giorno, con la sola eccezione di Natale. Vogliamo dire grazie a tutte le squadre di soccorso che sono intervenute per darci una mano in quei giorni da incubo e di tutti quelli che in qualche modo hanno contribuito.
Tra questi, non possiamo dimenticare Emilbanca e Unicredit, perché il debito è tutt’ora tutto sulle nostre spalle: lo Stato e le assicurazioni non si sono ancora sentiti». Ingenti i danni all’emporio: un milione e 250mila euro, nella quale è compresa tutta la merce andata distrutta o danneggiata, per un totale di 700mila euro. Tutto è stato da rifare, compresi gli impianti. «Teniamo a dire – concludono – che le istituzioni sono state presenti. Il presidente regionale Bonaccini ci ha rassicurato in merito agli argini, mentre i commissari ci hanno sempre assistito con grande puntualità». (a.v.)
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