«Lei non l’ho picchiata, volevo fare pace»
«Lei non l’ho picchiata. Giovedì sera sono andato sotto casa sua per chiedere scusa...». Così si è espresso ieri mattina in tribunale Marco Albi, l’artigiano edile di 44 anni arrestato dai...
«Lei non l’ho picchiata. Giovedì sera sono andato sotto casa sua per chiedere scusa...». Così si è espresso ieri mattina in tribunale Marco Albi, l’artigiano edile di 44 anni arrestato dai carabinieri venerdì mattina e che, tra giovedì e venerdì, ha prima gettato nello scompiglio un intero condominio, poi aggredito il “rivale” in amore davanti a un bar, picchiandolo al punto da farlo finire in ospedale con 30 giorni di prognosi.
Assistito dall’avvocato del foro reggiano Cristina Reda, Albi ha raccontato al giudice Cristina Beretti la sua versione, confermando solo in parte quanto ricostruito dai carabinieri. L’uomo si è assunto, infatti, la responsabilità delle botte inferte al nuovo fidanzato della ex. Ma, mostrando l’occhio nero e le escoriazioni dovuto allo scontro davanti al bar, ha anche voluto precisare: «La discussione è stata reciproca, e poi è degenerata. Non volevo andasse a finire così. Tanto che in quel bar mi ero fermato anche io e avevo bevuto un caffé». L’arresto comunque è stato convalidato, e confermate le restrizioni, ma ai domiciliari, in attesa dell’udienza il prossimo 29 maggio. A pesare sulle valutazioni del giudice è stato anche un precedente specifico: nel 2007, Albi era stato condannato a 8 mesi e dieci giorni per lesioni, guida in stato d’ebbrezza e porto abusivo di armi. Tutti reati consumati in un’unica occasione nell’agosto 2006, anche allora per una lite, quella volta con un amico, davanti a un agriturismo di San Polo. (m.f.)
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