Lorenzin: «Nessuna possibilità di riaprire punti nascita piccoli»
Le parole ministro su Pavullo valgono pure per il Sant’Anna «È stato chiuso per garantire un rischio quasi a zero»
CASTELNOVO MONTI. Non restano limitate all’ambito modenese le dichiarazioni rilasciate venerdì dal ministro della salute Beatrice Lorenzin. Infatti, intervenendo sulla situazione dei poli ospedalieri modenesi, la Lorenzin è tornata anche sulla scelta di negare la proroga, e quindi decretare la chiusura, per il punto nascite modenese di Pavullo nel Frignano, assieme a quelli di Borgotaro (Parma) e Castelnovo Monti. Una scelta che la Lorenzin ha difeso.
Il ministro della salute ha partecipato a un incontro assieme al presidente della Regione Stefano Bonaccini e ai vertici dell’Ausl modenese; era presente anche il rettore di Unimore, Angelo Oreste Andrisano.
Sul punto nascite di Pavullo, la Lorenzin si è espressa con queste parole: «La legge dice che non c’è alcuna possibilità di riaprirlo, e peraltro si tratta di una norma voluta da un ministro di Forza Italia sulla base di un accordo tra scienza e medicina. A Bologna ho partecipato al “Festival della scienza”, dove mi sono confrontata a lungo sul tema dell’alleanza tra politica e scienza. Insomma, quando un politico prende una decisione su temi come questo, deve riuscire a valutare i dati in maniera obiettiva, e soprattutto deve farlo per dare un servizio ai cittadini. Un punto nascite ampiamente sotto i 500 parti è un punto nascite che viene chiuso non per motivi economici, ma per la sicurezza delle mamme e dei bambini, perché oggi bisogna garantire un rischio quasi a zero».
Un discorso che, per la Lorenzin, dovrebbe quindi essere esteso anche a Castelnovo Monti e Borgotaro. Su Pavullo, la Lorenzin ha concluso: «Chiedo che il punto nascite di Pavullo venga trasformato in un “punto mamma”, un luogo in cui le mamme vengono seguite nella fase pre e post parto, coinvolgendo le ostetriche».
Temi che anche per l’ospedale Sant’Anna di Castelnovo Monti l’Ausl ha messo sul tavolo a seguito della chiusura, ma di cui ancora si faticano a cogliere le ricadute concrete.
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