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«Parmigiano Reggiano, Bertinelli lasci»

«Parmigiano Reggiano, Bertinelli lasci»

Confcooperative raduna i suoi casari dà vita a una mozione: «Scelga, presidente del consorzio o capo della Coldiretti»

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REGGIO EMILIA. «Bertinelli deve fare un passo indietro: il Consorzio del Parmigiano Reggiano è simbolo di aggregazione e unità dei produttori e non può essere usato come trampolino di lancio per incarichi di parte che rischiano di dividere il mondo agricolo e di generare conflitti in materia di rappresentanza dei prodotti tipici».

I toni sono inusuali e duri, ma giungono dopo una riunione fiume avvenuta venerdì sera tra i casari di Confcooperative, la sigla più critica sull’iscrizione di Nicola Bertinelli a Coldiretti, che ieri ha portato alla sua elezione come presidente provinciale a Parma della sigla degli agricoltori. Il presidente era stato infatti eletto come “indipendente”, slegato dalle associazioni, uscito vincente dalla corsa al vertice del consorzio del re dei formaggi grazie proprio ai voti dei 9 consiglieri reggiani.

Ieri Confcoop, sigla delle coop bianche, ha trovato la quadra prendendo questa netta posizione sulla delicata situazione in cui si viene a trovare il presidente del Consorzio del Parmigiano Reggiano. «È molto più di una questione personale – sottolinea Confcooperative dopo la riunione con i caseifici aderenti – il suo possibile alto incarico in un’associazione di categoria che, peraltro, non rappresenta direttamente i consorziati, cioè i caseifici sociali (in stragrande maggioranza), gli aziendali e gli industriali. A nessuno è impedito di essere contemporaneamente presidente di un’associazione e del Consorzio ma, come è accaduto anche in passato, questa condizione è sempre stata chiara ai soci del Consorzio al momento del voto, assicurando una possibilità di scelta trasparente e consapevole». A dirlo, peraltro, è l’associazione che ha espresso per quasi un ventennio il presidente reggiano Giuseppe Alai, la quale si sta togliendo qualche sassolino dalla scarpa dopo il cambio al vertice. «Nelle sue dichiarazioni – prosegue Confcooperative – Bertinelli prova a dipingere il passaggio come un’opportunità, per i produttori, di contare di più in tante sedi, dimenticando due fatti essenziali: il primo è che, come dirigente di un’organizzazione come la Coldiretti. non potrebbe più rappresentare unicamente il Parmigiano Reggiano, bensì tutte le Dop (comprese quelle in competizione) che ricadono sul territorio, esponendosi a patteggiamenti e compromessi che non si conciliano con l’unicità del Parmigiano Reggiano». Il problema, infatti, sarebbe la scalata al nazionale della Coldiretti da parte del presidente, che è ora sotto osservazione. «Il secondo fatto di cui Bertinelli non tiene conto è che questa scelta spacca quel mondo agricolo che in questi anni ha trovato nuovi e forti elementi di unità (rappresentati, ad esempio, da Agrinsieme, in cui confluiscono Cia, Confagricoltura, Agci, Confcooperative, Legacoop e Ugc-Cisl) ai quali l’unica organizzazione rimasta estranea è proprio la Coldiretti».

Sullo sfondo resta anche la questione della centrale cooperativa (denominata Uecoop) «che la Coldiretti sta cercando da anni di lanciare in palese competizione con le organizzazioni storiche della cooperazione. È inaccettabile – dice al proposito Confcooperative – anche solo l’ipotesi che Bertinelli possa esercitare la doppia influenza di presidente del Consorzio e di Coldiretti per portare adesioni di imprese agricole a Coldiretti e di imprese cooperative a Uecoop. Proprio per il rispetto che portiamo alla Coldiretti, ribadiamo che la trasparenza e la libera adesione sono principi democratici irrinunciabili, ed è inquietante anche solo il fatto che Bertinelli si presti a gettare ombre sul rispetto di questi valori, tradendo la buona fede dei consorziati. Bertinelli deve chiarire adesso da che parte sta, e deve farlo in nome di quell’indipendenza reale che, altrimenti, verrebbe usata strumentalmente per consentire a una organizzazione di mettere le mani su un organismo che appartiene ai caseifici consorziati indipendentemente dalla loro natura giuridica e dalla loro adesione all'una o all'altra organizzazione». (e.l.t.)

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