Gazzetta di Reggio

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Prati stabili, nasce il “63 essenze”

Bibbiano, un marchio ad ok per il Parmigiano Reggiano prodotto in Val d’Enza

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BIBBIANO. Nasce il Parmigiano Reggiano “63 essenze da prati stabili”. Se ne è parlato ieri, alla Corte Bebbi di Barco. L’idea è nata da Armonie Alimentari, azienda distributrice del marchio. In Val d’Enza, i prati stabili contribuiscono alla salvaguardia ambientale e alla caratterizzazione del formaggio nei suoi aromi e sapori. Armonie Alimentari è nata nel 2014 a Bibbiano per la produzione di Parmonie, che sono della sfogliatine tipiche di Parmigiano Reggiano 24 mesi, farina e olio.

Durante la mattinata si è parlato anche dei comuni reggiani dove crescono i prati stabili polifiti della media Val d’Enza, ovvero, San Polo, Canossa, Bibbiano, Montecchio, Cavriago, Sant Ilario, Campegine e Gattatico. Un territorio ricchissimo, dove solo nel bibbianese si sono contate 63 erbe diverse da qui nasce il nome “63 essenze”.

Ha condotto l’evento la giornalista Alessandra Ferretti, con gli interventi del sindaco Andrea Carletti, Gianmaria Manghi presidente della provincia di Reggio Emilia, Umberto Beltrami presidente del Consorzio Bibbiano la Culla, Elena Bortolazzo e Roberto Davolio del centro ricerche produzioni alimentari, con la partecipazione dei rappresentanti del consorzio tutela Parmigiano Reggiano, Gabriele Menozzi amministratore Armonie Alimentari e Simona Caselli assessore regionale alle Politiche Agricole.

Carletti ha parlato del ruolo fondamentale delle imprese che crescono nel nostro territorio. «Oggi – ha aggiunto – nasce un marchio per prodotti nostrani di eccellenza, siamo nella Culla che porta sulle spalle una tradizione millenaria, un orgoglio made in Italy che ci distingue e ci valorizza sempre di più».

Gianmaria Manghi ha ricordati i tre punti che hanno dato forza a questo processo ambizioso: «Identità, intraprendenza,innovazione. Sono queste le caratteristiche delle aziende del nostro territorio che fanno del Parmigiano Reggiano prodotto qui un prodotto di distinzione per la sua bontà e qualità».

Bortolazzo ha ricordato l’importanza dei prati stabili «non solo per ambiente e agronomia, ma anche per il nostro paesaggio storico. Prati stabili, proprio perché si tratta di terreni che non vengono arati da anni e sono fondamentali per l’ambiente». (da.al.)

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