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Salomoni contro don Evandro «Noi vogliamo girare pagina»

Salomoni contro don Evandro «Noi vogliamo girare pagina»

BRESCELLO . Sono ancora una volta le parole di don Evandro Gherardi a scatenare un vivace dibattito in paese. Il parroco è stato tra le persone sentite all’interno del reportage riportato sull’edizion...

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BRESCELLO . Sono ancora una volta le parole di don Evandro Gherardi a scatenare un vivace dibattito in paese. Il parroco è stato tra le persone sentite all’interno del reportage riportato sull’edizione di ieri de La Stampa su Brescello e le infiltrazioni della ’ndrangheta. Al giornalista Niccolò Zancan il parroco ha confermato quanto detto sul pulpito due anni fa, ossia che il paese non è mafioso, dicendo «basta» alle «immagini false e alle calunnie».

Questa confermata presa di posizione ha scatenato la risposta di Michele Salomoni, candidato sindaco per la lista “L’alternativa-Avanti tutti insieme”, che puntualizza alcuni concetti e non usa mezzi termini per attaccare i diretti rivali. «La comunità di Brescello – spiega – non è l’amministrazione comunale. La nostra comunità non è stata sciolta per mafia, è stato il Comune amministrato fino a quel momento da sindaco e assessori di una maggioranza di centrosinistra, la “lista Pasquino”, legata al Pd. È una distinzione fondamentale da cui deve partire ogni riflessione su ciò che noi cittadini di Brescello desideriamo per il nostro paese. Caro don, è stata l’amministrazione comunale a essere bocciata. L’amministrazione comunale è stata sciolta perché non ha visto e compreso chiaramente cosa stava accadendo; e se ha visto, non ha affrontato per tempo e con abbastanza decisione i problemi. Prefettura e Stato hanno scritto che questi problemi non sono stati aggrediti e risolti in modo efficace e radicale, tanto che poi si sono ingigantiti prestando il fianco anche alle narrazioni giornalistiche e le “immagini false” che tanto ti addolorano».

«A Brescello – aggiunge Salomoni – il Comune è stato commissariato perché il prefetto ha ritenuto compromessi gli organi eletti e non i cittadini. Il commissariamento ha fatto capire a tutti che noi ci meritiamo di più, che siamo in grado di fare molto meglio. Non sono stati i commissari a umiliare Brescello, ma chi ha portato il Comune a essere il primo dell’Emilia Romagna ad essere sciolto per mafia. Per questo bisogna evitare di ricadere negli errori del passato. Per questo ci sorprende che la ex lista Pasquino, e ora anche il Pd, si ripresentino alle elezioni. Noi vogliamo girare pagina: per farlo non si può chiedere di scrivere il corso della nuova Brescello proprio agli stessi che hanno scritto quel libro nero». (a.v.)

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