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«Tanti minorenni ubriachi al concerto del loro idolo Sfera Ebbasta»

di Miriam Figliuolo
«Tanti minorenni ubriachi al concerto del loro idolo Sfera Ebbasta»

Rubiera: la denuncia di una mamma per la serata al Patio. Gli organizzatori: «Controlliamo, ma l’alcol se lo passano e lo portano da fuori»

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RUBIERA. «Ragazzi ubriachi ovunque, una ragazzina di 13 anni recuperata dalla mamma e finita in ospedale, 2 ragazzi finiti in ambulanza nell’area del parcheggio. Giravano canne e alcol in ogni angolo e a ogni tavolo ceste con bottiglie di vodka e prosecco... poi il classico spray al peperoncino in pista prima dell’inizio del concerto. Ma i controlli che avevano garantito?». A denunciarlo è una mamma (di cui non facciamo il nome per tutelare i figli minorenni), che sabato sera ha partecipato con la figlia 12enne al concerto di Sfera Ebbasta, rapper italiano molto in voga tra i teenagers, che si è svolto nella discoteca “Il Patio”.

Il concerto è stato organizzato dalla Yago srl che per l’occasione ha preso in affitto il locale gestito da Davide Rossi. Hanno partecipato centinaia di giovani e giovanissimi. L’ingresso è stato aperto anche ai minori di 16 anni (età al di sotto della quale non è consentito l’accesso in discoteca), ma con l’obbligo dell’accompagnamento da parte di un genitore. Da precisare che nessun episodio anomalo è stato registrato dalle forze dell’ordine e il concerto si è svolto regolarmente.

Sentiti a stretto giro sia Yago srl sia Rossi smentiscono nel modo più categorico che siano intervenute ambulanze, dentro e fuori dal locale («C’erano sei parcheggiatori e nessuno ha registrato l’intervento del 118», precisa Rossi), e che siano stati serviti alcolici ai minori. Ma un problema nell’uso smodato di alcol tra i giovanissimi, in queste occasioni, sono i primi a registrarlo.

«Vi racconto quanto successo – dice la mamma preoccupata – perché mi sembra giusto che gli altri genitori sappiano la situazione in cui i ragazzi si trovano quando escono per andare a ballare. Io sono rimasta tutta la sera con mia figlia. L’ingresso ai più piccoli sarebbe dovuto avvenire solo in presenza di un adulto, ma i genitori erano meno di una decina. Mi avevano garantito che all’ingresso avrebbero messo braccialetti di colore diverso a minorenni e maggiorenni, ma così non è stato. Il bilancio è stato tragico. Ho quarant’anni e so come vanno queste cose. So che i maggiorenni passano l’alcol agli amici più piccoli e che circolano anche documenti falsi per guadagnare l’ingresso senza mamma o papà. Ma i controlli? Nessuno fa nulla?».

«La serata non l’ho organizzata io – replica Rossi – ma ero ugualmente presente per accertarmi che tutto andasse bene. Ed è stato così. Non ci sono stati problemi. I minori dovevano essere accompagnati dai genitori. E chi arrivava con il “figlio di amici” doveva esibire la delega. Siamo stati intransigenti. L’alcol? Il problema vero è che i ragazzi, purtroppo, lo portano da fuori e, se non riescono a farlo passare, lo bevono all’esterno. All’ingresso facciamo aprire le borse e spesso ci troviamo le bottiglie. Ai tavoli? Se ci sono minori l’alcol non arriva».

In merito ai controlli: «Ci sono sempre. Eccome! – spiegano il gestore e la società organizzatrice del concerto – Sia all’ingresso e sia per la vendita di alcolici all’interno. Chiediamo sempre il documento e, se non c’è o anche in caso di dubbio, l’alcol non viene dato. Su questo la legge ci impone rigore. Poi però non riusciamo a impedire sempre che un maggiorenne passi l’alcolico a un minorenne».

«Porto avanti la mia attività ormai da 40 anni e non è mai successo niente – prosegue Rossi – Questo vorrà pure dire qualcosa, no? Facciamo sempre il massimo perché la sicurezza sia al primo posto».
 

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