Gazzetta di Reggio

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Bertinelli sta zitto ma rischia la conta

di Chiara Cabassa
Bertinelli sta zitto ma rischia la conta

Pinetti, presidente della sezione reggiana: «Ora che è a capo di Coldiretti dovremo valutare con attenzione le sue mosse» 

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REGGIO EMILIA. Smorza i toni e invita ad aspettare le prossime mosse ma la sua posizione è chiara e in linea con la mozione presentata da Confcooperative: «Bertinelli deve fare un passo indietro». Sull’elezione di Nicola Bertinelli, presidente del Consorzio del Parmigiano Reggiano, ai vertici di Coldiretti Parma, non nasconde le sue perplessità Lorenzo Pinetti, presidente della sezione reggiana del Consorzio.

Quindi, anche i consiglieri reggiani chiedono a Bertinelli di lasciare?

«Anche noi dopo esserci riuniti e consultati abbiamo chiesto a Bertinelli di fare un passo indietro. La sua è una scelta personale ma, come ha ribadito in più occasioni, fatta per il bene del Consorzio. Ecco, noi su questo abbiamo forti perplessità e non siamo gli unici».

Ora cosa succederà?

«Partiamo dal presupposto che non possiamo parlare male di Nicola Bertinelli in quanto presidente del Consorzio. Anzi, ha fatto fino ad ora tutto quello che aveva annunciato e in modo celere. E neppure abbiamo gli elementi per dubitare della sua persona. Ma per rispetto dei nostri elettori, e in quanto pensiamo che tutte le associazioni siano utili e importanti, da oggi in poi valuteremo con ancora maggiore attenzione le mosse di Bertinelli. Se fino a ieri certe sue proposte venivano accettate praticamente sulla fiducia, ora dobbiamo assumere un atteggiamento diverso, più attento. Di certo non saremo tolleranti di fronte a scelte dettate da input superiori».

Da oggi Bertinelli è un osservato speciale?

«Questo no, perché dal momento della sua elezione ad oggi non abbiamo rilevato nulla di sbagliato nel suo operato. Ma se dobbiamo lanciargli un messaggio, potrebbe avere questi toni: caro signore, se tu continui nel tuo programma attuando velocemente quanto si è deciso a livello di Consorzio, e tieni la barra dritta, non avremo nulla da obiettare. Questo, ripeto, per il rispetto dei nostri elettori».

Bertinelli si era presentato come candidato indipendente. Poi le cose hanno preso un’altra piega.

«Infatti. E dal momento che ha deciso di ricoprire un incarico così importante come quello di presidente di Coldiretti Parma, io penso che quella scelta che lui definisce personale poteva essere condivisa, e comunque messa sul tavolo, con le centrali cooperative ma anche con le organizzazioni politico-sindacali».

Quindi lei contesta a Bertinelli anche il metodo.

«Guardi, quando si parla dei famosi liberi caseifici, sappiamo bene che quasi tutti i consiglieri hanno un berrettino in testa. Un berrettino che lasciano fuori dalla porta quando si tratta di prendere parte alle riunioni del Consorzio, pronti a rimetterselo una volta usciti. Quindi, condividere quella scelta, poteva forse essere per Bertinelli un modo per mettere tutti d’accordo».

Dietro una scelta presa in piena autonomia si può quindi leggere un tentativo di scavalcare la volontà degli elettori?

«Al momento, una volta espressa in modo chiaro la nostra posizione, quello che conta è solo una cosa: non mettiamo a repentaglio la salute del Consorzio, che tra l’altro sta attraversano un momento positivo. Tutto questo senza mai abbassare la guardia ed esaminando con estrema attenzione quelle che saranno le prossime scelte del presidente».

E il presidente che dice? Nicola Bertinelli, contattato telefonicamente, ci fa sapere di non volere rilasciare dichiarazioni prima di essersi consultato con l’ufficio stampa. Parlare ora – dice – «darebbe vita ad un inutile ping pong».



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