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Il telecontrollo di Iren resterà a Reggio Emilia

Il telecontrollo di Iren resterà a Reggio Emilia

REGGIO EMILIA. Sia il telecontrollo che il laboratorio di Iren resteranno a Reggio Emilia. Questo almeno è l’accordo che molto probabilmente verrà stipulato oggi in un incontro fra i sindacati e l’amm...

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REGGIO EMILIA. Sia il telecontrollo che il laboratorio di Iren resteranno a Reggio Emilia. Questo almeno è l’accordo che molto probabilmente verrà stipulato oggi in un incontro fra i sindacati e l’amministratore delegato della società Massimiliano Bianco, impegnato da tempo nel recuperare costi ed efficienza operativa. Una svolta dopo i timori, da molti ritenuti fondati, che la società volesse decentrarsi ancor di più rispetto a Reggio spostando entrambi i servizi in altre città.

A dare la spinta decisiva verso questa soluzione, che vedrebbe i sindacati reggiani uscire vittoriosi, è stato un incontro che si è svolto il 3 maggio in Comune fra Filtcem Cgil, Femca-Cisl e Uil Tec e il sindaco di Reggio Emilia Luca Vecchi.

Che, se pur formalmente non ha le competenze per decidere su queste questioni, conserva un peso di rilevanza nella società in qualità di azionista di riferimento, il collante fra Iren e il rapporto con il territorio e le sue esigenze.

Secondo quanto è trapelato, durante questo confronto Vecchi, che aveva già discusso della questione con Bianco, ha assicurato alle sigle sindacali che i due punti oggetto delle loro richieste verranno rispettati. E la conferma di tutto questo, formalmente, arriverà con ogni probabilità già oggi quando i rappresentanti dei lavoratori Iren si incontreranno con l’amministratore delegato.

Grazie all’intermediazione del Comune, che ha fatto valere il suo peso specifico, pare quindi che la quadra sia stata trovata. Una vittoria per Reggio che, se confermata da Iren, conserverebbe così due presidi importanti della società. Il telecontrollo, dotato di apparecchiature all’avanguardia, si occupa del controllo dell’acqua e consente di individuare in tempo reale le perdite di rete, al fine di conseguire il massimo recupero di quantitativi idrici e ridurre a valori fisiologici l’entità totale delle perdite di rete.

Allo stesso modo il laboratorio si occupa della gestione e del controllo dell’acqua e, come spiegato più volte dai sindacati, «rappresenta un elemento di sicurezza per la salute e l’igiene pubblica».

Leonardo Grilli

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