«Boicottiamo le prove Invalsi»
Protesta delle maestre precarie che non potranno più insegnare
REGGIO EMILIA. La protesta delle maestre diplomate escluse dalla possibilità di entrare nei ruoli dell’insegnamento si è spinta fino allo sciopero della fame intrapreso a Roma davanti al ministero dell’Istruzione. Il Sindacato generale di base se ne fa portavoce polemizzando vivacemente contro la magistratura, il Governo e i sindacati confederali, che peraltro stanno cercando di trovare una soluzione attraverso il Parlamento. Solo i parlamentari, infatti, sono in grado di modificare la legge sulla base della quale il Consiglio di Stato ha emesso nello scorso dicembre la sentenza che esclude dalle graduatorie a esaurimento i docenti, in massima parte donne, che hanno conseguito il diploma magistrale entro il 2001-2002. Nella nostra provincia sono circa 400 le maestre interessate.
«Si è trattato – obietta l’Sgb – di una sentenza tutta politica ed emessa sotto la pressione del Governo, del baronato accademico e di tutti quei soggetti che da decenni non fanno altro che speculare in ogni modo sulla pelle dei precari della scuola. È da gennaio che questi docenti, in prevalenza donne, stanno portando avanti la lotta». Il sindacato di base aveva indetto scioperi l’8 gennaio e il 23 febbraio. Per domani e l’11 maggio ha proclamato l’ormai abituale boicottaggio delle prove Invalsi. Ora dice «no al licenziamento di migliaia di docenti della scuola primaria» e «sì alla stabilizzazione di tutti i precari della scuola con tre anni di servizio». «Oltre 500mila lavoratrici – tuona – stanno per essere espulse mentre i politici si scontrano da mesi su chi deve fare il governo». (l.s.)
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