«Brescello ha bisogno di preti antimafia»
Nuovo attacco del Gruppo di discontinuità a don Evandro: «È schierato dalla parte sbagliata»
BRESCELLO. Si prolunga l’eco delle dichiarazioni rilasciate dal parroco di Brescello, don Evandro Gherardi. Questa volta al quotidiano “La Stampa”. Nel servizio pubblicato nei giorni scorsi, il sacerdote ha spiegato: «I miei superiori mi hanno chiesto di tacere. Ma non ho cambiato opinione. Le mie parole sono sempre valide. E sono quelle pronunciate dal pulpito». In occasione di quella famosa predica, don Gherardi disse per tre volte che «Brescello non è mafiosa. Basta calunnie e immagini false». E a puntare il dito contro il parroco è ancora una volta il Gruppo di discontinuità, non nuovo nello stigmatizzare le sue dichiarazioni. «Ci risiamo. Il parroco di Brescello – si legge sulla pagina Facebook del gruppo – non ha ancora compreso che non deve difendere il paese, perché Brescello non ha bisogno di essere difeso. Brescello è composto in maggioranza da gente onesta e ha bisogno di liberarsi dei disonesti. Oggi Brescello, inoltre, ha una necessità legata alle prossime elezioni amministrative: ha bisogno che non vengano votate liste riconducibili alle ex amministrazioni e all’ex partito che, insieme, hanno distrutto l’immagine del paese al punto di vedere il consiglio comunale sciolto per infiltrazioni mafiose». Secondo Paolo Monica e Lorella Galli, Brescello ha anche un’altra necessità: «I credenti – proseguono – hanno bisogno di essere liberati da un prete schierato dalla parte sbagliata, e credenti e non credenti hanno bisogno di preti antimafia e di amministratori moralmente onesti che non siano espressione del passato. Don Evandro, pensiamo che lei abbia il diritto di esprimere il suo pensiero, ma il suo ruolo non le consente di essere di parte e ancora meno di collocarsi dalla parte sbagliata, perché quella è la sua posizione da sempre. Abbandoni questa strenua e ormai ridicola difesa di coloro che hanno rovinato moralmente il paese e, se proprio non le riesce, almeno stia zitto».
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