Folla e tensione all’assemblea per Veggia
Centinaia di persone devono restare all’esterno. Il sindaco: «Non c’è la possibilità di fare mega-strutture all’ex macello»
CASALGRANDE. «Non c’è la possibilità di un progetto che porti centinaia di persone all’ex macello di Veggia». Lo ha detto il sindaco Alberto Vaccari aprendo l’affollatissima assemblea andata in scena ieri sera alla scuola elementare di Sant’Antonino, dedicata in prima battuta al futuro dell’ex macello di Veggia, da pochi mesi acquistato dalla comunità islamica di Sassuolo con il progetto di trasformare il complesso in un centro culturale. Un’ipotesi che ha generato timori e tante tensioni, confermate ieri sera. All’incontro hanno partecipato parecchie centinaia di persone, rimaste nel cortile di fronte alla scuola, visto che il salone principale si è riempito nel giro di pochi minuti.
Ma non solo: erano presenti diversi poliziotti della celere, assieme ad altri agenti, a numerosi carabinieri e agli agenti della municipale. Decisamente, non la classica assemblea pubblica. Dopo qualche malumore per l’impossibilità degli “esterni” di sentire bene e soprattutto di intervenire, è stato il momento di Vaccari, affiancato al tavolo dagli assessori della sua giunta. Prima ha ripercorso le ultime tappe urbanistiche comunali e l’introduzione del nuovo Psc, il piano strutturale comunale; poi ha ricordato come ogni modifica all’attuale Psc necessiterebbe di almeno tre voti del consiglio comunale per diventare concreto. E il futuro dell’area dell’ex macello? Per il sindaco, la possibilità di un centro di aggregazione massiccio non è pensabile: «La zona storica di Veggia ha strade piccole, poca disponibilità di parcheggi. Io faccio davvero fatica a pensare che un progetto che prevede afflussi di centinaia di persona possa essere approvato, ci sarebbero troppi problemi», ha detto, precisando «che questo vale per ogni genere di progetto simile, che lo presenti un cristiano, un musulmano, un ateo. Noi queste distinzioni proprio non le facciamo. Faccio fatica a immaginare l’approvazione di una variazione simile, che dovrebbe passare tre volte in consiglio comunale». La discussione è continuata a lungo, con diverse uscite anche sopra le righe, con toni decisamente poco urbani. Ed altri interventi mirati, in cui è stata chiesta maggior chiarezza. Il “no” di Vaccari è valido in caso di cambio di destinazione d’uso, ma diverso è il discorso, ad esempio, per un intervento di sistemazione dell’attuale complesso, in cui vi sono spazi residenziali ed altri ad uso produttivo-alimentare. E alcuni abitanti hanno segnalato lavori e presenze di persone nell’ex macello. Non è chiaro se siano operai, persone che si sono introdotte di nascosto o semplici legittimi sopralluoghi. «Verificheremo ogni cosa, i lavori di sfalcio o di sistemazione sono legittimi, se ci fosse altro poco chiaro lo controlleremo», ha ribattuto Vaccari.
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