L’addio all’anziano morto nell’incendio
Reggiolo: ieri mattina il funerale di Pietro Iori. I famigliari hanno atteso il nulla osta per un mese
REGGIOLO. A più di un mese dalla disgrazia che aveva coinvolto due famiglie reggiolesi, ieri mattina, in forma civile, è stato dato l'estremo saluto a Pietro Iori, 80 anni, pensionato da tutti conosciuto come “Pierino”, che la notte del 5 aprile scorso era rimasto vittima del rogo avvenuto nel garage della sua abitazione, causato dal cortocircuito del caricabatteria.
Il carro funebre dell'agenzia Losi-Bartoli, dal cimitero di Coviolo (Reggio Emilia), dove la salma è rimasta sotto sequestro per 28 lunghi giorni, ieri mattina è arrivata puntuale in via Bianchi, dove abitava il pensionato, per fare sosta nel cortile. La bara è rimasta esposta per circa un'ora per ricevere l'abbraccio di amici e parenti, giunti anche da Suzzara e da Moglia, nel Mantovano. Poco dopo, sorretta da alcuni famigliari, è uscita da una casa vicina anche la moglie Silvana, che è stata fatta accomodare su una sedia. L'anziana donna, provata dal dolore per la perdita del suo caro Pierino, a stento riusciva a reggersi in piedi. La banda “Verdi” di Correggio, nella quale erano presenti anche musicisti di Reggiolo, si è sistemata sulla via, davanti al carro funebre, e sulle note di “Va Pensiero” dal “Nabucco” di Giuseppe Verdi, tra la commozione generale della gente, ha dato l'addio allo sfortunato pensionato. I famigliari di Pietro Iori hanno dovuto attendere quasi un mese per ottenere il nulla osta necessario per organizzare il funerale. (m.p.)
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