Manca il bracciale, resta in cella
Scandiano: concessi i domiciliari al rapper Finizio, ma l’apparecchio non c’è
SCANDIANO. È accusato di tentato omicidio in concorso nei confronti del 22enne di origine albanese Aldi Shpijati, calciatore dell’Arcetana, accoltellato poco prima dell’alba di domenica 5 febbraio 2018. Ma da tre mesi il rapper Emilio Finizio dovrebbe essere a casa sua, a Viano, ristretto agli arresti domiciliari. A lasciarlo in cella è però la mancanza del braccialetto elettronico, dispositivo che consente la rilevazione della posizione dell’arrestato e l’eventuale rilevazione dell’evasione dalla misura meno afflittiva. Così per Emilio Finizio, l’attesa ormai sembra un calvario burocratico, come avverte il suo legale, Liborio Cataliotti, che aveva avuto parere favorevole dal tribunale delle Libertà per ottenere i domiciliari previo l’utilizzo del braccialetto elettronico. Solitamente si attende un mese ma per Finizio si è già a tre mesi. Il rapper, in arte “Malacarne”, originario di Sassuolo ma residente a Viano, era finito agli arresti con l’accusa di tentato omicidio in concorso con Juri Margini, il suo produttore musicale, 30 anni, anch’egli di Viano. Finizio si è sempre difeso dall’accusa cercando di offrire una ricostruzione che potesse scagionarlo da quella pesante accusa. Le indagini dei carabinieri, seguite all’accoltellamento del calciatore, erano sfociate poi nel doppio arresto. Finizio aveva già detto al gip che il coltello ritrovato era suo però di non sapere come fosse finito in mano all’amico, quest’ultimo considerato dagli investigatori l’autore materiale dell’accoltellamento. (e.l.t.)
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