Oggi addio a Panocia con l’abito indossato per il “sì” di Pavarotti
Correggio, alle 15 la partenza del corteo dal San Sebastiano La Mantovani: «Ora cantano e giocano a briscola insieme»
CORREGGIO. Compirà l’ultimo viaggio indossando l’abito che aveva vestito in occasione del matrimonio del suo grande amico Luciano Pavarotti. Si svolge oggi, con partenza alle 15, dalla camera ardente allestita all’ospedale di Correggio per la chiesa di San Francesco, il funerale di Franco Casarini, “Panocia”, morto domenica all’età di 83 anni. Era una vera e propria istituzione in paese, che ora lo piange e si stringe intorno alla famiglia, la moglie Silvana e i figli, Adriana e Gustavo.
E proprio la famiglia ha voluto che indossasse per questo ultimo viaggio il completo che Panocia portò in occasione del matrimoni del Big Luciano con Nicoletta Mantovani. Anche lei profondamente addolorata. «È un momento veramente difficile – spiega infatti una emozionatissima Nicoletta Mantovani al telefono – perché con la scomparsa di Franco resta un grande vuoto. L’unica cosa che mi consola è che ora lui e Luciano sono insieme in cielo a giocare a carte e a cantare. Panocia e mio marito erano veramente grandi amici, lui condivideva ogni cosa e ogni momento con Luciano. È venuto a casa anche quando Pavarotti stava male, come ha sempre fatto: mi manca già moltissimo, Franco».
Alla cerimonia funebre di oggi dunque ci saranno tantissime persone, numerosi artisti legatI al mondo della musica lirica, ma non solo.
Casarini fu l’anima del premio “Pavarotti d’oro”, grazie alla sua personale amicizia con Luciano e grazie alla sua instancabile iniziativa che ha portato, negli anni, in paese, al teatro Asioli, grandissimi nomi della musica, non solo lirica. Basti pensare al 2016, quando, a ricevere il premio, fu Luciano Ligabue.
La passione per la lirica, era stata trasmessa a Casarini dal padre, che faceva il mugnaio; mestiere che lo stesso “Panocia” aveva svolto per diversi anni prima di dedicarsi alla maglieria con un’attività in proprio, in cui metteva tutto il suo estro creativo. Amava ricordare le sue origini semplici e piene di valori che, ancora una volta, lo accomunavano all’amico Luciano Pavarotti, il cui padre era fornaio: «Entrambi siamo nati dalla farina e dal pane».
Ma questo era solo uno dei tanti aneddoti che amava ricordare in quello che viene chiamato dagli amici il “circolo della briscola”, altra grande passione che accomunava Panocia a Pavarotti.
Casarini, ricordano questi amici, ha scritto anche la sua autobiografia con foto di tanti personaggi e ha inciso un dvd intitolato “Io Panocia, le canzoni del nonno”. Conobbe Pavarotti, raccontano ancora, a fine anni ’50 . L’aneddoto lo ha raccontato lo stesso Panocia, un paio di anni fa, in una trasmissione Rai. «Andai in bicicletta – spiegò in quella occasione – da Correggio all’Arena di Verona per vedere un’opera. E lì lo conobbi... Siamo sempre rimasti amici. Ricordo che una volta mi chiamò da New York, di notte, spiegandomi che aveva voglia di tagliatelle. Gli portammo un mattarello in America, di quelli per tirare la pasta a mano». Raccontano anche di come alle loro cene si bevesse solo lambrusco di San Martino in Rio, che portava Casarini. (m.f.)
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