Per non dimenticare Impastato, 35 reggiolesi a Cinisi
REGGIOLO. Una delegazione reggiolese si è recata a Cinisi (Palermo), per ricordare Giuseppe Impastato e visitare la Casa memoria Peppino e Felicia Impastato. Nei giorni scorsi 35 reggiolesi con in...
REGGIOLO. Una delegazione reggiolese si è recata a Cinisi (Palermo), per ricordare Giuseppe Impastato e visitare la Casa memoria Peppino e Felicia Impastato. Nei giorni scorsi 35 reggiolesi con in testa il sindaco Roberto Angeli e il presidente della sezione Anpi Ivan Zanoni, sono andati a Palermo e poi a Cinisi per incontrare Giovanni Impastato, fratello di Peppino, il giornalista e attivista italiano ucciso dalla mafia nel maggio 1978. Si è trattato di un incontro fissato da tempo, esattamente dallo scorso novembre, quando Giovanni è stato protagonista di una serata organizzata all’ex Reggiolo pool per parlare di lotta alla criminalità organizzata. Fu una serata molto partecipata anche per il momento difficile che il paese stava attraversando per l'’omicidio Citro. Da quel giorno è nata un’amicizia fondata su valori condivisi: il rifiuto alle violenze, la necessità di difendere i diritti fondamentali, il valore della giustizia e la lotta alla criminalità organizzata. «Quello con Impastato – ha spiegato il sindaco Angeli – è stato un incontro importante perché fortemente simbolico per Reggiolo e la sua comunità. Visitando Cinisi e la Casa museo abbiamo voluto dare un segnale forte, per ribadire che la legalità non può esistere senza memoria. È stato un piacere rivedere Giovanni Impastato, che tanto è riuscito a coinvolgere i cittadini reggiolesi con la sua testimonianza guidandoli in una riflessione importante. Ho rinnovato a Giovanni l’invito di tornare a Reggiolo».
Casa Memoria Peppino e Felicia Impastato nasce nella primavera del 2005 per diffondere la verità e chiedere giustizia contro la violenza mafiosa. Mamma Felicia è stata la prima donna entrata a far parte, dopo il matrimonio, di una famiglia mafiosa che, in seguito alla tragica perdita del figlio, ha deciso di ribellarsi all’omertà e all’imposizione del silenzio. Ha aperto le porte della sua casa a quanti fossero interessati a conoscere gli aspetti più corrotti della società e dell’apparato istituzionale. Felicia è scomparsa il 7 dicembre del 2004 dopo un lungo ed estenuante percorso per ottenere giustizia per il figlio Peppino. Non si è mai arresa e ha continuato a opporsi a chi ha tentato di cancellare la memoria di Peppino e di sporcarla. La condanna di Gaetano Badalamenti, boss di Cinisi e bersaglio delle continue denunce e dell’impegno politico di Peppino, è arrivata solo nel 2002, 24 anni dopo l’assassinio. Il 7 dicembre del 2000, sulla porta di Casa Memoria, la Commissione parlamentare antimafia ha consegnato a Felicia la relazione che riconosceva le responsabilità di magistrati e alte cariche delle forze dell’ordine nel depistaggio delle indagini sul caso Impastato. Il viaggio è stato anche l’occasione per incontrare - nell’anno in cui Palermo è capitale della cultura – il musicista reggiolese Andrea Mastini, primo corno dell’orchestra del Teatro Massimo di Palermo. (m.p.)
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