Reggio Emilia, le accuse: «Ha sequestrato e violentato la sua ex»
Sono le pesanti accuse rivolte a un 52enne reggiano imputato anche per lesioni. Ha chiesto il rito abbreviato
REGGIO EMILIA. L’avrebbe chiusa a chiave dentro la sua casa, impedendole poi di fuggire o di poter comunicare con altre persone, azzerando le sue difese. Non solo: è accusato di averle rivolto minacce di morte, di averla picchiata e costretta a subire violenze sessuali mentre la teneva sotto sequestro. Infine è accusato di averla anche picchiata con un bastone in più parti del corpo, causandole diverse ferite.
Fatti gravissimi, che non hanno comportato però alcun arresto, bensì la denuncia a piede libero per un 52enne in ordine ai reati di sequestro di persona, violenza sessuale con l’aggravante del sequestro, oltre a lesioni personali. La richiesta di una misura nei confronti dell’indagato era stata sottoposta dal pm Valentina Salvi ma rigettata dal gip Giovanni Ghini. Una disputa giudiziaria giunta ora alla richiesta del rito abbreviato, ammesso ieri dal gup Luca Ramponi e conclusosi con il rinvio per la discussione.
A fare da contraltare alle pesantissime accuse ci sono quindi i primi pronunciamenti del gip. I due protagonisti della terribile vicenda avevano avuto una relazione, che porta il caso su un terreno ulteriormente delicato: rapporti deteriorati, accuse reciproche, salvo i fatti denunciati dalla donna, terribili e che non lascerebbero spazio alle interpretazioni. Proprio il processo, rinviato di un mese circa, darà spazio ad accusa e difesa per portare in udienza le prove finora raccolte. I fatti risalgono al 2015, sono avvenuti a Reggio, e sono stati ricostruiti nel fascicolo affidato al sostituto procuratore Salvi, mentre l’imputato è difeso dall’avvocato Antonio Sarzi Amadè.
Vista la delicatezza del caso vige per ora il massimo riserbo in attesa che venga celebrata la discussione per giungere poi alla sentenza di primo grado.
I processi per violenze sulle donne sono però all’ordine del giorno anche nelle aule del tribunale di Reggio, e riempiono gli schedari delle denunce delle forze dell’ordine. Solo nei primi due mesi del 2018 sono stati effettuati 66 interventi per liti in famiglia, rispetto ai 62 dello stesso periodo del 2017. È il dato più eclatante reso noto, l’8 marzo scorso in occasione della festa della donna, dalla questura di Reggio, per sensibilizzare la popolazione sul problema della violenza di genere.
Dall’analisi del fenomeno nel primo bimestre del 2018 è emerso che sono state 13 le donne che si sono presentate in via Dante per denunciare episodi di maltrattamenti in ambito domestico, come lesioni, percosse e minacce. Otto gli arresti effettuati dagli agenti reggiani per questi tipi di reato. Infine il questore ha provveduto, fra gennaio e febbraio, a emettere tre provvedimenti di ammonimento: un richiamo amministrativo (non penale) che il questore può emettere su richiesta della vittima di atti persecutori. A questi si aggiungono le decine di denunce raccolte dai carabinieri in tutta la provincia. Una casistica che viene travasata poi nelle aule del tribunale, piene zeppe di processi per violenze sulle donne.
Enrico Lorenzo Tidona
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