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LEGGE BASAGLIA 

Salute mentale, 11mila le richieste

Salute mentale, 11mila le richieste

Il dato annuale reso noto alla presentazione di un convegno  

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REGGIO EMILIA. Fino a 40 anni fa chi soffriva delle cosiddette malattie mentali era un emarginato, uno da rinchiudere e quasi dimenticare. Grazie alla legge 180 del 13 maggio del 1978 questo aspetto della società mutò radicalmente: dal mondo chiuso all’interno delle mura del manicomio a un’apertura solidale e inclusiva. La legge denominata Basaglia, dallo psichiatra che si occupò in prima persona di questa problematica, decretò l’abolizione delle strutture ove i pazienti affetti da patologie mentali venivano rinchiusi, si riprometteva di rivoluzionare la loro stessa assistenza e si proponeva un reinserimento graduale.

«La chiusura degli ospedali psichiatrici per la nostra città come per l’Italia è stato un grande traguardo – dichiara Matteo Sassi, vicesindaco e assessore al welfare di Reggio Emilia –. Superare i manicomi vuol dire investire e abbattere la stigmatizzazione. La nostra città si è messa in un ruolo di primo piano e soprattutto negli ultimi 20 anni sono stati fatti notevoli passi avanti; ciò non vuol dire che ci fermeremo, infatti la problematica resta attuale e c’è ancora molto da realizzare». Proprio sulla base di questo venerdì 11 maggio dalle ore 8.30 alle 13 si terrà un convegno nella Sala del Tricolore, aperto a tutti i cittadini, dal titolo “Legge 180/78. Per una società senza manicomi” dove storici, operatori, utenti, famigliari e rappresentanti delle istituzioni parleranno della legge Basaglia e affronteranno il tema della cura della malattia mentale. «Si tratta di un momento per fare il punto della situazione, riflettendo su passato e soprattutto sul futuro – spiega Cristina Marchesi, direttore sanitario Ausl Irccs di Reggio Emilia –. Oggi infatti alcuni dei pregiudizi che si ritenevano superati stanno riemergendo. I matti o fanno ridere o fanno paura». Nel 1979 lo stesso Basaglia disse che l’integrazione e la riabilitazione sociale sono diritti sia per l’uomo sano che per quello malato. «Tra Reggio e provincia si sono registrati circa 11mila casi, in un anno, di persone che hanno avuto contatto con le competenze della salute mentale – afferma Gaddomaria Grassi, direttore del dipartimento di salute mentale di Reggio Emilia –. Vogliamo evitare di tornare agli albori. Grazie anche alle altre iniziative previste nel mese di maggio, confidiamo che i cittadini possano meglio affrontare questa problematica».(n.n.)



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