Studente colpito da tubercolosi, frequenta le Superiori a Castelnovo Monti
È ricoverato da qualche giorno al Santa Maria Nuova di Reggio. Le sue condizioni sono buone L’Ausl rassicura: «È una forma di Tbc a basso contagio». Controlli su parenti, amici e professori
CASTELNOVO MONTI. Uno studente delle superiori che vive a Castelnovo Monti e frequenta le scuole della cittadina appenninica è stato ricoverato nei giorni scorsi nell’ospedale di Reggio Emilia perché affetto da tubercolosi polmonare. Si tratta – secondo l’Ausl – di una forma di Tbc a bassa contagiosità. La segnalazione è arrivata dal medico di famiglia, che ha inviato il ragazzo all’ospedale.
L’adolescente – spiega l’Ausl – è in buone condizioni di salute ed è già stato sottoposto alla terapia antibiotica specifica. Il servizio di Igiene e sanità pubblica ha attivato le procedure previste per l'individuazione dei contatti a rischio, gli accertamenti sanitari necessari, la sorveglianza sanitaria dei contatti e la comunicazione alle famiglie coinvolte.
In pratica sono iniziati i controlli sui famigliari del ragazzo, gli amici stretti, i compagni di scuola e i professori del ragazzo, sui quali sono stati eseguiti i test Mantoux che proseguiranno nei prossimi giorni. Si tratta complessivamente di una trentina di persone che, nel caso di positività, verranno sottoposte alla profilassi per evitare che il contagio possa allargarsi. Una ipotesi remota, secondo l’Ausl. La tubercolosi – ricorda l'Azieda sanitaria – è una malattia infettiva che, nelle forme a localizzazione polmonare, può essere contagiosa e trasmettersi da persona a persona per via respiratoria. La trasmissione necessita di un contatto stretto e molto prolungato con il malato, in uno spazio chiuso e confinato. «La contagiosità quindi – precisa l’Ausl in una nota – è bassa e la trasmissione del germe non avviene con facilità».
[[atex:gelocal:gazzetta-di-reggio:reggio:cronaca:1.16582246:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.gazzettadireggio.it/reggio/cronaca/2018/03/12/news/scandiano-due-casi-di-tubercolosi-alla-scuola-rodari-1.16582246]]
«La situazione è assolutamente sotto controllo – afferma Emanuela Bedeschi, direttrice del Servizio igiene e profilassi del Santa Maria Nuova –. Anche nel caso ci fossero persone che risultassero positive al test che stiamo facendo, non significa che hanno contratto la tubercolosi ma che sono solo venuti a contatto con il bacillo della Tbc, che può restare latente anche per anni. In questo caso la terapia antibiotica impedisce che la malattia si manifesti». Ogni anno, nella provincia di Reggio Emilia si riscontrano alcune decine di casi di tubercolosi. «Una malattia che è da sempre presente in Italia – conclude Bedeschi – e che oggi è diventata curabile».
Un altro caso di tubercolosi è stato registrato nel marzo scorso: due bambine che frequentavano la scuola materna Rodari di Scandiano sono state ricoverate all’ospedale di Reggio per Tbc. Le due piccole, anche in quel caso, sono state sottoposte a terapia antibiotica e ricoverate per alcuni giorni prima delle dimissioni. Ora stanno bene.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
