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il cordoglio dei conoscenti 

«Ha fatto tanto per la sua città Molto generoso nel donare»

«Ha fatto tanto per la sua città Molto generoso nel donare»

CORREGGIO. Dalle camere ardenti dell'ospedale San Sebastiano, l'omaggio a “Panocia” col passaggio davanti al teatro Asioli che l'ha visto protagonista per diversi anni per le tante edizioni del...

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CORREGGIO. Dalle camere ardenti dell'ospedale San Sebastiano, l'omaggio a “Panocia” col passaggio davanti al teatro Asioli che l'ha visto protagonista per diversi anni per le tante edizioni del “Premio Pavarotti”. Appena il carro funebre con la bara coperta di boccioli di rose bianche si è fermato davanti alla chiesa di San Francesco, cronisti e fotografi assiepati ai lati della porta d'ingresso hanno atteso che dalla via apparisse qualche vip. Ed ecco sopraggiungere Nicoletta Pavarotti che, con la voce rotta dalla commozione, si è limitata a dire: «Panocia e Pavarotti sono insieme in Paradiso». E ha aggiunto: «Sono convinta che ora si sono ritrovati, erano grandi amici. Staranno ridendo e scherzando. Mi piace ricordarli così». Qualche metro più indietro si scorge la figura di Adua Veroni, che entra in chiesa a testa bassa. Ad attendere l'arrivo del carro funebre c'è anche il presidente della Pro loco di Correggio, Aimone Spaggiari: «Non ricordiamo Panocia solo per aver ideato il “Pavarotti d'oro”, ma anche per tutto quello che ha fatto per Correggio». Il sindaco Ilenia Malavasi già domenica aveva scritto un messaggio sulla propria pagina di Facebook per ricordare Panocia: «Come ho già avuto modo di scrivere, piangiamo tutti la scomparsa di un grande appassionato di musica, ma soprattutto di un grande appassionato della vita e della “sua” Correggio. Anche in questi ultimi anni si è speso in modo incessante, attivando tutte le sue personali conoscenze per dare lustro alla città e portare sul palco del teatro, grazie al “Premio Pavarotti”, alcuni tra i più importanti nomi della lirica internazionale. Ci mancherà il suo sorriso e il saluto con cui ci accoglieva tutti, nelle mattine al caffè sotto i portici, dov'era facile incontrarlo». Il parroco don Sergio Pellati: «Ho conosciuto Panocia nel momento più doloroso della sua vita, che però devo dire ha affrontato con serenità. Quando veniva in chiesa, la domenica, si metteva al suo solito posto vicino alla colonna e pregava. E' stato un uomo generoso che ha fatto tanto per la sua città». Un amico dell'arte lirica ha ricordato l'umanità discreta e generosa di Franco Casarini: «E' stato un esempio per tutti noi . Dobbiamo far tesoro di quello che ci ha lasciato sia con le opere che con le parole e con i suoi semplici gesti». Durante la messa un frate ha letto il testo scritto da un anonimo dal titolo “L'angelo della morte”. «In questo testo ho trovato molte affermazioni che rispecchiano il carattere e i comportamenti di Panocia – ha detto il frate –. Ha goduto le gioie che gli sono state donate, ha utilizzato i beni terreni con tanta sapienza ed è stato molto generoso nel donare. Ha regalato un sorriso sincero ad ogni persona che incontrava. Il suo cuore lo ha donato totalmente ai suoi cari. Grazie Panocia». Terminata la messa, appena la bara è stata caricata sul carro funebre, ha iniziato a piovere col sole. E una persona ha commentato: «Sono le lacrime del Signore». (m.p.)

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