«I nostri figli ubriachi anche senza andare ai concerti in disco»
Rubiera, ridda di commenti alla denuncia di una mamma che si era rivolta alla Gazzetta: «Alcol ai minori con Sfera»
RUBIERA. Una ridda di commenti, molti dei quali denunciano che, al di là dell’occasione (e del luogo) in cui è emerso, un problema di certo c’è, ed è quello del rapporto dei giovanissimi con l’alcol. Un rapporto che non dovrebbe neppure esistere, ma che, purtroppo, in alcuni casi – al bando le generalizzazioni – c’è. Eccome.
Parliamo delle numerose, e per un genitore non trascurabili, reazioni alla denuncia, riportata dalla Gazzetta, di una mamma riguardo la presenza di numerosi ragazzini minorenni ubriachi durante il concerto di Sfera Ebbasta, sabato sera alla discoteca Patio.
«Care mamme, i nostri figli, si ubriacano anche senza andare a un concerto», commenta Antonio Giordano sulla pagina Facebook del nostro giornale. Marilù Storchi, va oltre: «Al Parco Senza Nome alla Rosta Nuova è pieno di ragazzi e ragazzini che bevono alcolici anche in pieno pomeriggio».
«Arrivano al concerto già ubriachi, eccome», conferma invece Eva Montruccoli.
Non mancano i commenti di altri genitori che hanno partecipato al concerto con i loro figli e che danno una descrizione della serata ben diversa, che avalla quanto dichiarato anche dagli organizzatori del concerto, la Yago srl, e dal gestore Davide Rossi: «Forse qua c’è gente che non ha vissuto gli anni ’80... Anche mia figlia è andata al concerto di Sfera. L’ho accompagnata e la sono andata a riprendere, e vi posso garantire che ho visto ragazzi tranquillissimi e assolutamente normali... Poi sicuramente ci saranno stati anche quelli fuori di zucca, ma erano sicuramente una piccola minoranza», racconta sulla nostra pagine Facebook Alberto Guaitolini.
«Mio figlio c’era con un suo amico e hanno 13 anni; mio marito è stato tutta la sera con loro, i ragazzi si sono bevuti una Coca Cola e tutto è andato bene. Diciamo che se i genitori seguissero di più i loro figli, specialmente così piccoli, certe cose non succederebbero», sostiene Lorena Vincenzi sul sito della Gazzetta.
E infatti è anche e soprattutto sul tema del controllo da parte dei genitori che si indirizzano gli interventi.
«Tutto ciò succede perché i genitori hanno smesso di fare i genitori», è il commento scritto dal profilo Facebook di Francesco Eftapelagos, sempre in calce alla notizia sul sito della Gazzetta.
«La “colpa” è sempre di qualcun altro – scrive CI Bedeschi, questa volta su Fb –. Chi organizza il concerto in questo caso, le forze dell’ordine, la scuola, il Comune, eccetera. Io invece mi chiederei che educazione hanno o (non) hanno dato questi genitori ai propri figli. Se quando il “povero bambino” arriva a casa alla 4 dalla discoteca (e potremo discuterne...) in uno stato pietoso, invece di giustificarlo come sento fare con frasi tipo “Eh ma si lascia influenzare dagli altri”, “eh ma la colpa è del locale che gliel’ha dato”, “eh ma dai sono stato giovane anche io sai quante balle ho preso”, si iniziasse a punirli, ma punirli sul serio, forse le cose cambierebbero».
E c’è chi è ancora più drastico. «A mio figlio ho detto “no”», sostiene Luciana Mereu, e aggiunge, tra le altre cose: «Se le ragazzine erano ubriache subentra la “culpa in vigilando”... dov’erano i genitori? Dove sono i controlli all’ingresso del locale? Un po’ di severe sanzioni per chi non adempie al proprio ruolo sarebbe cosa buona e giusta!».
La denuncia della mamma, secondo Maurizio Boni, infatti è più che giusta: «Ma avete sbagliato alla radice: a 13 anni non si va a questi eventi. Punto». Non mancano le considerazioni sulle responsabilità infragenerazionali: «I no dei nostri genitori sono diventati dei sì per i nostri figli, perché si divertano come noi non abbiamo potuto», è una riflessione di Rossano Bianchi. Simona Rossi invece fa un appello al buonsenso: «Non si misura la qualità di insegnamento in base ai “no” o ai “sì”. Si misura in base al buonsenso. Se s’insegnasse il buonsenso ai giovani d’oggi (e una parte lo sta imparando) sarebbe meglio».
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