Reggio Emilia, lavorare da casa: Emil Banca dice sì a trentuno impiegati
Partita la sperimentazione per due giorni alla settimana: «Il salario non cambia, la qualità della mia vita invece sì»
REGGIO EMILIA. Davide Becchi ha 35 anni di banca sulle spalle e controlla che il suo datore di lavoro, Emil Banca, rispetti le norme più disparate. Un compito – detto compliance e antiriciclaggio – che assolve dal 1983 quando era stato assunto dalla Cassa Rurale di Guastalla, diventata poi Banca Reggiana, poi Banco Emiliano e infine inglobata da Emil Banca di Bologna, città nella quale si reca ogni mattina da un paio d’anni a questa parte, attraversando il calvario autostradale che divide Guastalla – dove abita – e il capoluogo di Regione.
Da un po’ di tempo, però, Becchi lavora il lunedì e il martedì senza indossare giacca e cravatta, a pochi passi dal letto di casa sua, connesso con Emil Banca e i colleghi tramite un semplice computer portatile e un paio di cuffie consegnategli dall’istituto di credito per il quale lavora.
Un accordo sul cosiddetto smart working, il lavoro da casa, che in via sperimentale interesserà un numero massimo di 31 dipendenti della direzione generale di Emil Banca – che domenica alle Fiere celebrerà l’assemblea dei soci per la prima volta a Reggio – e con contratto a tempo indeterminato.
Di questi, tre sono reggiani. «Partivo con il buio da Guastalla per andare in sede centrale a Bologna e tornavo con il buio – racconta Becchi –, ora due giorni alla settimana mi risparmio quella trasferta, dedicando il tempo libero che ho guadagnato alla mia famiglia e alle mie adorate camminate».
L’impiegato, 55 anni, era tra quelli che avevano subìto il trasferimento a Bologna dopo la fusione del Banco Emiliano con Emil Banca. «In realtà l’azienda ci mette già a disposizione pulmini o condividiamo le auto – ci spiega da casa sua Becchi – ma la strada non è poca e soprattutto non è a prova di code. Grazie all’accordo stipulato faccio gli stessi orari di prima, ma risparmio le ore prima necessarie per spostarmi. La mia qualità della vita è sensibilmente cresciuta e quando torno in ufficio sono più rilassato, mentre la produttività del lavoro aumenta quando sono a casa.
Devo produrre analisi e documenti sui quali riesco a concentrarmi meglio stando in una stanza di casa e non nell’open office che condivido con molti altri colleghi. Diciamo che ci sono pro e contro ma l’esperienza ad oggi è davvero positiva».
Del resto, dal punto di vista salariale non cambia nulla: stessi soldi per poter allungare il weekend di permanenza a casa. Alcuni suoi colleghi hanno deciso di lavorare da casa il venerdì e il lunedì: l’azienda ha dato l’ok. Da aprile, quindi, e per 12 mesi, si farà la sperimentazione al termine della quale Emil Banca valuterà gli esiti e, se positivi, questa potrà costituire premessa per la prosecuzione del progetto. «Io mi sono proposto e sono stato scelto soprattutto per la distanza dal posto di lavoro», ci spiega Becchi che abbiamo raggiunto chiamandolo al numero del suo ufficio bolognese.
«Solo che in realtà vi sto rispondendo da casa mia a Guastalla – spiega – grazie al portatile che mi hanno messo a disposizione con il kit. Oggi, invece che alzarmi alle 5.30 per poi essere in banca alle 8.15, mi sono svegliato poco dopo, ho fatto una sana camminata, mi sono messo a lavorare e poi finirò alle 16.45 senza dover però arrivare a casa alle 18.15. Tutta un’altra cosa. Potevo scegliere di lavorare dalla sede di Guastalla: all’inizio ero titubante ma l’esperimento a casa sta dando i suoi frutti. Non ho distrazioni e mi posso dedicare più al lavoro e più alla mia vita. Il gioco vale la candela».
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