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Reggio Emilia, due morti in poche ore a Santa Croce: si teme la droga killer

di Tiziano Soresina
Reggio Emilia, due morti in poche ore a Santa Croce: si teme la droga killer

Aperta un’inchiesta, si teme lo smercio di droga-killer. Trovati senza vita, in case diverse, una donna 44enne e un 34enne

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REGGIO EMILIA. Ma cosa sta accadendo nel quartiere Santa Croce? Gli investigatori ci vanno con i piedi di piombo, ma il ritrovamento di due persone decedute – in altrettante abitazioni – nel giro di poche ore suscita allarme.

Le macabre scoperte risalgono a una settimana fa e solo ora qualcosa sta “filtrando” su un sabato nero, visto che sono state trovate morte due persone tutt’altro che anziane, con subito però l’esclusione da parte della squadra mobile di un atto violento.

Sono due storie tristi. La prima vicenda riguarda una donna 44enne seguita dai Servizi sociali. Viveva sola in un appartamento e i poliziotti sono piombati a casa sua perché lei non si era presentata a una visita e qualcuno si è insospettito non vedendola arrivare e nemmeno giustificare in qualche modo quell’assenza.

Al campanello nessuno ha risposto e a quel punto è stato necessario forzare la porta dell’appartamento. In sala c’è il corpo della 44enne riverso sul pavimento: è quasi mezzogiorno quando ci si rende conto che per la donna non c’è più nulla da fare. Viene avvisato il magistrato di turno – il sostituto procuratore Stefania Pigozzi – e da lì all’apertura di un fascicolo il passo è breve.

Ma il pm Pigozzi sarà nuovamente allertato nel pomeriggio. Siamo sempre in zona Santa Croce e stavolta si tratta di un 34enne che risiedeva con altre due persone. Anche per lui c’è alle spalle un percorso tribolato, comunque nulla che faccia insospettire gli altri due coinquilini che alla mattina escono di casa, convinti che stesse dormendo. Al rientro, la terribile verità: il 34enne non stava dormendo, era morto.

Anche in questo caso è stato aperto un fascicolo dal magistrato di turno, ma fra gli investigatori comincia a farsi largo il dubbio che i due decessi potrebbero essere collegati. Necessaria, quindi, l’autopsia che è già stata effettuata due giorni fa da un professionista della Medicina legale di Verona.

I quesiti posti al medico legale sono gli stessi: cause di morte, orario del decesso, esami tossicologici per capire se l’uso di sostanze possa avere un peso. Entrambi i fascicoli riportano come ipotesi d’accusa la morte come conseguenza di altro reato e spaccio di stupefacenti.

Probabilmente qualche indizio c’è per sospettare che dietro a questi due morti vi possa essere lo smercio di droga-killer, tagliata male. Ma sono ancora tante le risposte che attendono gli inquirenti: non vi è ancora la certezza che sia l’overdose la causa di morte, inoltre nel caso lo sia non è detto che si tratti dello stesso tipo di stupefacente ad aver ucciso le due persone.

Se tutto ciò, invece, combacerà, allora sarà importante chiudere il prima possibile questa spirale di morte, arrivando allo spacciatore. Al momento sono solo cupe ipotesi, ma non mancano nella nostra città inquietanti precedenti di questo tipo che hanno troncato giovani esistenze.

©RIPRODUZIONE RISERVATA


 

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