Scritte minacciose sulla porta di casa, l'autrice era la sua nipotina
Due i casi di stalking condominiale risolti dalla polizia reggiana nell'ultimo periodo. Il secondo episodio ha visto coinvolto un uomo che ha tempestato procura e forze dell'ordine di segnalazioni convinto - senza motivo - che i vicini fossero dediti al crimine
REGGIO EMILIA. I rapporti di vicinato, spesso tesi e forieri di varie problematiche, sfociano, talvolta, in denunce presso la questura. Scritte sui muri o sulle porte, atteggiamenti prevaricatori, molestie e disturbi vari che, in certe circostanze, possono provocare un serio stato di ansia nelle vittime che si vedono così costrette a modificare le proprie abitudini e stili di vita.
La squadra Mobile della questura di Reggio Emilia ha affrontato, nell’ultimo periodo, due casi di stalking condominiale. Il primo episodio, le cui indagini sono state coordinate dal pm Maria Rita Pantani, hanno visto come protagonista un uomo convinto che i vicini svolgessero di notte, svariate e molteplici attività illegali.
L'uomo ha quindi effettuato diverse segnalazioni sia alla Procura che alle forze dell’ordine, con conseguenti controlli notturni dei malcapitati vicini intenti, anziché ad attività illegali, al sonno e senza riscontrare nulla di quanto segnalato.
Inoltre, l’uomo assumeva vari atteggiamenti minatori e persecutori nei confronti dei vicini presunti autori di reati. A seguito dei ripetuti episodi, la Procura ha richiesto al gip l’emissione, nei confronti dell’uomo, di una misura di sicurezza personale affinché lo stesso potesse iniziare un percorso terapeutico.
Il secondo episodio, invece, si è concluso con gradissimo stupore della vittima. Una donna, infatti, era giunta in questura denunciando plurime scritte minatorie lasciate sulla porta della propria abitazione o sui muri del pianerottolo.
Le indagini della Mobile hanno consentito di individuare l’autore delle condotte nella nipotina della signora vittima delle scritte. Stupore e sorpresa ma, anche, sollievo nell’apprendere di non essere stata presa di mira da soggetti pericolosi come, in un primo momento, aveva temuto.
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