Denuncia uno stalker ma era la nipotina
Una 60enne segnala alla questura imbrattamenti e danni al suo appartamento. Le telecamere smascherano la ragazzina
REGGIO EMILIA. Da settimane trovava la porta d’ingresso dell’appartamento imbrattata, così come le mura del pianerottolo, e l’infisso danneggiato con “graffi”: un vandalismo che nel condominio era limitato solo alle pertinenze del suo ingresso. Tanto che la povera donna, una reggiana di circa 60 anni, ha iniziato a pensare che si trattasse di stalking condominiale: una sorta di ritorsione da parte di condòmini o brutti ceffi che ce l’avevano con lei per qualche motivo, anche se non riusciva ad immaginare quale. Quando la donna ha sporto denuncia, le indagini della Mobile hanno scoperto un quadro completamente diverso: la responsabile di quei gesti era la nipotina, di età inferiore ai 14 anni.
Gli episodi di stalking condominiale sono in aumento nella nostra città. E gli interventi della polizia si sono fatti più frequenti. La 60enne vittima di questa vicenda, che abita nella zona del Santa Maria, nel veder comparire con frequenza sul suo ingresso e sul suo pianerottolo linee e disegni incomprensibili, accompagnati da quello che pareva un danneggiamento volontario, ha ipotizzato di essere stata presa di mira da soggetti pericolosi e, spaventata, un mese fa si è rivolta alla Questura per segnalare i fatti. Del caso si è occupata la Mobile, che visionando i filmati delle telecamere nelle vicinanze della palazzina sono arrivati a una conclusione ben diversa: l’autrice delle scritte era la nipotina della donna, una ragazzina che frequenta le scuole medie.
I sospetti si sono indirizzati sulla minore nel momento in cui, sentiti diversi vicini di casa come testimoni, i poliziotti hanno appurato che gli “scarabocchi” spuntavano due volte a settimana: proprio nei giorni in cui la nipotina faceva visita alla nonna. I filmati della videosorveglianza pubblica, che non riprendevano nessun’altra persona nei giorni e negli orari incriminati, hanno fatto il resto. Interpellata dagli agenti, la ragazzina ha confermato di esser stata lei a deturpare porta e pianerottolo: una “ragazzata”, ha spiegato, che le era sfuggita di mano poiché quando la nonna si era preoccupata non aveva avuto il coraggio di dirle la verità, limitandosi a smettere. La vittima è stata da una parte sollevata, dall’altra alquanto stupita del comportamento dell’adorata nipotina. Per quest’ultima non si prefigurano conseguenze, poiché il reato è perseguibile solo dietro querela e la nonna è fermamente intenzionata, dopo una bella lavata di capo alla ragazzina, a lasciar perdere.
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