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In rete donne e castelli la scommessa-turismo è la collaborazione

In rete donne e castelli la scommessa-turismo è la collaborazione

Presentato il progetto che tocca 9 manieri di Reggio e Parma Attesi fondi regionali. Per ora, ottomila euro per i pieghevoli

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QUATTRO CASTELLA. «Lunga vita al progetto» è l’augurio di Natalia Maramotti, assessora al Comune di Reggio e presidentessa di Destinazione turismo, l’ente regionale che si occupa di promozione. Quale progetto? Quello del primo nucleo della rete tra castelli reggiani (sei) e di Parma (tre) il cui fil rouge sono le donne che li hanno abitati, famose e potenti, colte però anche nella loro dimensione domestica: Beatrice di Lorena, Matilde di Canossa, Bianca Pellegrini, Barbara Sanseverino, Maria Luigia d’Austria, Maria Bertolani del Rio ed Everlina, figura leggendaria legata al castello di Rossena. Un’idea che gli amministratori pubblici dei Comuni reggiani di Quattro Castella, ente capofila, Canossa, Carpineti, Reggiolo e dei Comuni parmensi di Sala Baganza e Langhirano hanno messo giù in un giro di telefonate e realizzato nell’arco di una settimana. Costo, per il momento, 8.000 euro: 4.000 della Provincia, il restante spalmato sui bilanci degli enti pubblici partecipanti. Sono fondi investiti su un numero consistente di pieghevoli con le storie di regine e imperatrici e dello loro prestigiose dimore.

Di che si tratta, nel dettaglio, è stato spiegato ieri pomeriggio nella Sala del Tricolore del palazzo comunale di Reggio Emilia, dove il progetto dei castelli delle donne è stato presentato ufficialmente. «L’idea – ha detto Danilo Morini, assessore alla cultura di Quattro Castella, presente assieme al sindaco Andrea Tagliavini – è quella di creare, per la prima volta, un piccolo circuito di castelli che consenta a chi arriva sui territori di poterli visitare in modo organizzato». Il tutto, dal punto di vista delle informazioni, dell’offerta gastronomica e dell’accoglienza. Punto fondamentale, questo, per tutti gli amministratori reggiani presenti: il sindaco di Carpineti, Tiziano Borghi; il vicesindaco di Reggiolo, Franco Albinelli; l’assessore alla cultura di Canossa, Clementina Santi. «D’altro canto – è la convinzione – finalmente anche Reggio si è resa conto dell’importanza della promozione turistica. Fino a oggi il territorio è vissuto con altro, ma è arrivato il momento di diversificare». Non è la prima volta, infatti che si tenta un’operazione “di rete” sul patrimonio artistico. Cinque anni fa, tanto per fare un esempio, fu firmato il protocollo matildico al Bianello, con 50 enti locali coinvolti, che però non produsse i risultati sperati. Questa volta si scommette sui castelli con la convinzione di riuscire. Molto resta da fare: il progetto prevede un sito che si farà se arriveranno i soldi di un bando regionale e una serie di iniziative per coinvolgere gli operatori privati. Mutuando le parole della Maramotti: il viaggio è ancora lungo. (c.o.)



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