In settecento per la firma del manifesto alla bellezza
Siglato sabato il testo del progetto di Reggio Emilia Città senza barriere La referente Annalisa Rabitti: «È stata messa al centro la fragilità delle persone»
REGGIO EMILIA. Un manifesto alla bellezza che è soprattutto un manifesto al rispetto e alla dignità. È quello che quasi 700 persone hanno pensato, scritto e riscritto sabato scorso all’ex mangimificio Caffarri, restando incollati ai tavoli di lavoro fino alle 18. Un testo che, spiega la presidente di Fcr e referente del progetto Reggio città senza barriere, Annalisa Rabitti, «non è un inno al bello in sé, ma unisce etica ed estetica e che sarà la base da cui partire per sviluppare azioni concrete. È un manifesto umile frutto di un lavoro corale».
Talmente corale e partecipato che la bozza iniziale del manifesto preparato dagli organizzatori è stata completamente ribaltata. A partire, sottolinea la Rabitti «dal concetto di “persona fragile”, che ora è diventato “la fragilità delle persone”». La giornata di lavoro ha coinvolto insegnanti, educatori volontari di associazioni e tantissimi creativi e imprese tra cui anche Carla Gozzi, conduttrice televisiva, blogger e consulente d’immagine, che ha voluto esser in uno dei trenta tavoli in cui erano suddivisi i partecipanti e poter così contribuire a scrivere il manifesto.
Così come hanno fatto il direttore generale dell’azienda sanitaria reggiana Fausto Nicolini, Carla Rinaldi di Reggio Children, l’assessore regionale Palma Costi, Max Casacci dei Subsonica e tanti altri. O come i cento e passa studenti della facoltà di Scienze della comunicazione dell’ateneo di Modena e Reggio. Un lavoro di costruzione da cui sono nati una quarantina di progetti concreti, che potrebbero diventare altrettanti prodotti.
Sei le idee selezionate che saranno finanziate con i 120mila euro messi a disposizione dal ministero delle Pari opportunità. Se non sono mancati le partecipazioni istituzionali come quella del parlamentare Graziano Delrio, del governatore della Regione Stefano Bonaccini e del sindaco di Reggio Emilia Luca Vecchi, la parte più significativa del lavoro di sabato è stata l’intreccio e la partecipazione di tante aziende che avranno il compito di far diventare concreto il manifesto.
Che, rimarca la Rabitti, «per camminare non può prescindere dalla collaborazione di quelli che l’hanno firmato e dai rappresentanti delle associazioni che lo faranno nei prossimi giorni».
Da quelle economiche e di categoria come Confindustria e Cna a quelle di volontariato, le cooperative sociali o l’Ordine degli architetti. Ma soprattutto, conclude la presidente di Fcr, «ci siamo posti l’obiettivo di stimolare il confronto convinti che anche altre città possano sottoscriverlo e per questo lo sottoporremo anche all’attenzione dell’Anci».
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