Gazzetta di Reggio

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La nuova Cardiologia pronta a fine anno

di Roberto Fontanili

Presentato il piano di investimenti da 4 milioni di euro per l’ospedale. In programma il rifacimento del pronto soccorso  

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CASTELNOVO MONTI. Più servizi e più personale. Questo l’esito atteso dell’investimento di 4 milioni di euro previsti per lo sviluppo e il potenziamento dell’ospedale Sant’Anna di Castelnovo Monti - tre per strutture e un per personale - che comincia a diventare concreto per arrivare a un incremento dei servizi e del personale medico e sanitario a disposizione dei cittadini della montagna reggiana.

A questa cifra si aggiunge poi un altro milione di euro per il potenziamento dell’assistenza territoriale e dell’attività di prevenzione, a partire dall’entrata in funzione dell’auto medica infermieristica, (che ha fornito già in pochi mesi un’assistenza maggiore in casi di intervento di urgenza–emergenza nella montagna reggiana) e alla nascita della casa della salute di Toano, del servizio di infermieristica di prossimità per i Comuni del crinale e alla creazione dei due letti per le cure palliative presso la Rsa di Castelnovo Monti.

Un risultato che dimostra quanto le scelte politiche e sanitarie possono – se lo vogliono – far incrociare i bisogni e le necessità dei territori con le scelte di politica sanitaria. A volte anche impopolari, come è stata con la chiusura del Punto nascite del Sant’Anna, da cui anche ieri la conferenza stampa che si è svolta ieri in Provincia non ha potuto prescindere.

A dar conto a meno di sei mesi dall’avvio del progetto “Sant’Anna Plus”, che è stato stralciato dal terzo Pal (Piano attuativo locale) di riorganizzazione dei servizi ospedalieri nella nostra provincia, l’incontro di ieri in Provincia doveva servire nelle intenzioni del presidente Giammaria Manghi, di Giorgio Mazzi responsabile dei presidi ospedalieri Ausl, del direttore del Distretto sanitario della Montagna Sofia Gualtieri e dai sindaci di Castelnuovo Monti Enrico Bini e di Toano Vincenzo Volpi, a dimostrare che la macchina è partita. Il concetto ribadito a più voci è che «non esistono più come in passato sei ospedali reggiani, ma che c’è uno solo con 1.500 letti». E con l’ospedale Sant’Anna, parole di Giammaria Manghi, che «è già a un livello superiore rispetto a strutture di pari livello in altre zone nel nostro paese».

In concreto l’investimento significa un nuovo pronto soccorso del Sant’Anna – su cui saranno investiti quasi tre milioni di euro – e che sarà operativa ad agosto 2020 e più in generale il potenziamento delle quattro le aree su cui il progetto “Sant’Anna Plus” punta a incidere. Dalla ristrutturazione e ampliamento del pronto soccorso con la creazione di un’area multidisciplinare, l’attivazione di un mezzo d soccorso avanzato (auto infermieristica) già attivo da dicembre, il potenziamento dell’area di Chirurgia per le specialità di urologia, senologia, ginecologia e oculistica, l’area materno infantile, il potenziamento delle attività del consultorio e delle visite ambulatoriali per le donne in stato di gravidanza (con visite domiciliari, consulenza telefonica e il registro delle gravidanze per monitorare costantemente la situazione), e da ultimo il potenziamento dell’area di prevenzione e riabilitazione cardiovascolare che affianchi la degenza in Cardiologia a cui molti reggiani fanno ormai da tempo riferimento. In quest’ultimo caso l’inaugurazione del nuovo centro è fissato per dicembre 2018.

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