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Molestie e minacce ai vicini di casa «Sento le voci»

L’ultimo caso di stalking condominiale ha riguardato un insospettabile reggiano 55enne che per quasi due anni ha trasformato la quotidianità dei vicini in un incubo, arrivando ad accusarli di...

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L’ultimo caso di stalking condominiale ha riguardato un insospettabile reggiano 55enne che per quasi due anni ha trasformato la quotidianità dei vicini in un incubo, arrivando ad accusarli di pedofilia. Ora il 55enne, finito a processo il 29 marzo per stalking e lesioni nei confronti di una famiglia, si sta attenendo con scrupolo alla misura della libertà vigilata e, come stabilito dal giudice Luca Ramponi su richiesta del pm Maria Rita Pantani, ha avviato un percorso terapeutico per guarire dalle sue “visioni”. Risalgono al 18 giugno 2016 le prime denunce nei confronti del 55enne da parte di una famiglia residente in centro. Il condomino, che viveva solo, minacciava il vicino e i suoi familiari, apostrofandolo con «sei un bastardo... prima o poi ti becco…». Il persecutore richiedeva l’intervento della questura giorno e notte, arrivando ad affermare che nell’appartamento accanto «venivano violentati adolescenti e che si consumavano rapporti sessuali». In un episodio, quando ha incrociato il capofamiglia, lo stalker aveva «afferrato per la camicia il marito, sferrandogli un pugno al volto». Anche quando il 55enne si è trasferito in un’altra casa ha continuato a «sentire voci di bambini che urlano» e «onde elettromagnetiche». A quel punto ha compreso di avere un problema psichico.

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